CARBONIA. Diventerà il luogo della documentazione della memoria storica della città il padiglione «Torneria» della vecchia miniera di Serbariu. Lo ha deciso il consiglio comunale, approvando il progetto della Giunta e dando il suo assenso ala partecipazione del Comune ad uno dei bandi Por, quello teso alla creazione di archivi storici e raccolte documentali e al recupero di vecchi edifici di valore storico da utilizzare come contenitori delle documentazioni. Complessivamente è stata ipotizzata una spesa di circa un milione e 100 euro, di cui 850 mila provenienti dal Por e la quota restante dal bilancio cittadino, come quota di compartecipazione. Il bando a cui l'amministrazione sta guardando finanzia il «Restauro e ristrutturazione funzionale di immobili storici destinati a sede di Biblioteche» Comprende sia la ristrutturazione dell'edificio, che un tempo ospitava il reparto torneria, nel quale operai di altissima specializzazione costruivano addirittura in maniera autonoma pezzi di ricambio ricambio per i macchinari in uso nella miniera, sia la sistemazione delle raccolte di documenti, di provenienza pubblica ma non solo, che riguardano la vita della città e dei suoi cittadini. I pratica, il progetto prevede la nascita di un «Centro di documentazione» in cui sarà raccolto tutto il materiale non librario del sistema Interbibliotecario Interurbano del Sulcis. Un archivio che, per quanto riguarda in modo specifico la città, è già esistente, e per la maggior parte già catalogato. Attraverso i documenti è possibile percorrere la storia della città fin dall'epoca della sua costruzione. Una raccolta di eccezionale interesse, costituita anche da materiale fotografico, che può essere messo completamente a disposizione degli studiosi e degli appassionati in una sede idonea. Il progetto si inserisce nell'ambito dei lavori in corso per la riqualificazione e il riuso degli spazi della miniera di Serbariu, nella quale i vecchi edifici stanno trovando poco a poco una nuova destinazione all'interno dell'idea guida, lanciata da Tore Cherchi e che si trova ormai nella sua fase finale, di creare in città un polo di attrazione dove cultura, ricerca, scienza, possano avere la loro casa. Il Centro italiano del carbone, lo spazio museale, ospitato nella vecchia lampisteria, del ricordo del lavoro minerario è ormai alla vigilia della sua inaugurazione, Entro la prossima primavera potrà essere la Sotacarbo ad avviare la sua attività. E contemporaneamente una miriade di altre iniziative. Le botteghe dell'artigianto d'arte, ad esempio, ma anche il museo paleontologico e, ora, il centro di documentazione, che abbandonerà l'edifici della biblioteca comunale di via della Vittoria per una sua sede completamente autonoma. Di fatto, per molti aspetti pur autonoma per ciò che riguarda la gestione, i centro di documentazione non potrà non avere un collegamento stretto con il Centro Italiano del Carbone e il museo del carbone. La storia della città e dei suoi cittadini, infatti, appare nei suoi quasi settanta anni di vita, intrecciata a filo doppio con la storia della miniera e della Azienda Carboni Italiani, che gestiva le miniere gestendo contemporaneamente anche la vita degli abitanti in tutti i suoi aspetti. Dai documenti possono riemergere spaccati di vita e piccole, grandi curiosità, che finora solo in parte, per le difficoltà di effettuare ricerche organiche, sono state descritte e raccontate. E il centro di documentazione sarà, sotto questo aspetto, un elemento essenziale per consentire agli studiosi nuove elaborazioni su Carbonia e la sua storia.