Uno scambio di auguri e complimenti reciproci, opere d'arte in dono per chi arriva e per chi resta da parte di funzionari, dipendenti e amici, sorrisi e abbracci. Si è svolta così la cerimonia di insediamento del nuovo soprintendente al polo museale Cristina Acidini e il saluto a Antonio Paolucci, che lascia l'incarico causa pensionamento. «Cristina è la persona adatta a questo ruolo ha detto l'ormai ex soprintendente. - Le ho fatto una serrata campagna elettorale contro i colpi di mano dell'ultimo minuto nell'interesse dell'istituzione, ma anche per interesse personale: la pensiamo nello stesso modo, non potrà che proseguire nel segno della continuità». «Lui è stato uno dei miei maestri di vita - ha risposto la neo soprintendente del polo museale. - E' un onore e un onere prendere il suo posto: non potrò mai eguagliarlo, subirò sicuramente delle critiche. Ma farò del mio meglio». Tra qualche giorno ci sarà il secondo passaggio di consegne, da Paolucci a Mario Augusto Lolli Ghetti nel ruolo di nuovo direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici. La Acidini è arrivata presto ieri mattina nel suo nuovo ufficio di via della Ninna 5. Con sé ha portato il suo indispensabile computer e un po' di timore per la mole di lavoro che dovrà affrontare da oggi in poi, a partire dalla prospettata fusione tra il polo museale e l'Opificio delle Pietre Dure, del quale continuerà ancora per qualche mese a essere ad interim soprintendente, ruolo che riveste da oltre sei anni. «La fusione potrebbe essere una soluzione per lasciare a Firenze il centro direzionale dell'Opificio commenta. Bisogna studiare anche a livello giuridico un modo per gestire la questione. La soluzione resterebbe la direzione dell'Opificio lasciata a un apposito soprintendente, come avvenuto finora. Bisogna comunque tutelare questa istituzione in tutti i modi, perché non rischi di essere trattata come un ente marginale». La Acidini dovrà affrontare anche il problema della carenza di personale («ma la Finanziaria non prevede nuove assunzioni» ricorda), l'ingresso negli uffici culturali fiorentini di nuovi dirigenti («tutti esperti nel proprio settore»), gli orari di apertura dei musei, che non intende modificare, né ampliare. Sono già i più aperti del mondo, non sono mica farmacie che devono restare aperte 24 ore su 24. Ma la gente non riesce a capire che sarebbe meglio sfruttare per le visite l'orario pomeridiano, il più adatto e meno affollato. Dovremo migliorare la comunicazione in tal senso. Ben vengano le aperture straordinarie, ma non sono una ricetta per risolvere i problemi». Sulla loggia Isozaki prospetta un percorso lineare con una rimodulazione dell'intervento in base ai dubbi emersi sul progetto vincitore del concorso. «Ma so che il ministro Rutelli si sta interessando. Aspetto di sapere le linee politiche scelte in merito». Dice di non avere priorità («ascolterò tutti» assicura), ma ha un desiderio: diffondere la figura dell'Elettrice Palatina. «In pochi conoscono Anna Maria Luisa de' Medici dice, - eppure è una figura fondamentale che ha cambiato la storia di Firenze. E' un dovere per noi che tuteliamo il suo patrimonio renderle omaggio».