Il testimone dell'Olocausto e premio Nobel per la Pace, Elie Wiesel, ha accettato l'incarico di diventare presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma. Un "sì" che il sindaco ha ottenuto nel suo recente viaggio a New York. «La decisione di Wiesel è per noi un grande onore - ha detto Veltroni - e rappresenta la testimonianza più autorevole del grado di credibilità e importanza raggiunta dalla città di Roma nel ruolo di capitale della pace e della memoria, punto di incontro e di dialogo che ripudia ogni forma di intolleranza e di violenza. Con la presenza di Wiesel, il nostro progetto acquista inoltre un ineguagliabile sigillo di garanzia che renderà il Museo della Shoah un luogo di memoria cui Roma potrà essere orgogliosa nel mondo». Veltroni ha incontrato Elie Wiesel nell'ambito di una serie di colloqui che ha avuto con autorevoli esponenti della Comunità ebraica americana, ai quali ha illustrato il progetto di costruzione del Museo romano della Shoah che sorgerà in un terreno adiacente Villa Torlonia realizzato dall'Amministrazione in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma e l'Associazione Figli della shoah. Il premio Nobel ha accolto con grande piacere l'invito del sindaco e ha così accettato la presidenza onoraria della fondazione che sarà creata a New York con lo scopo di raccogliere fondi per il progetto scientifico del Museo, avendo già l'amministrazione trovato i fondi per la sua costruzione. «Quest'ultimo è il più alto riconoscimento che la città di Roma ha consegnato», il commento della comunità ebraica di Roma.
Fondazione museo Shoah: il presidente è Elie Wiesel
Elie Wiesel, testimone dell'Olocausto e premio Nobel per la Pace, è stato nominato presidente onorario della Fondazione Museo della Shoah di Roma. La decisione è stata presa dal sindaco di Roma, Veltroni, che ha incontrato Wiesel durante un viaggio a New York. Wiesel ha accettato l'incarico e ha espresso la sua disponibilità a raccogliere fondi per il progetto scientifico del Museo. La Fondazione Museo della Shoah sarà creata a New York con lo scopo di raccogliere fondi per la costruzione del Museo, che sarà realizzato dall'Amministrazione di Roma in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma e l'Associazione Figli della Shoah.
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