Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace nel 1986, ha accettato l'incarico di diventare presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma. «La decisione di Elie Wiesel è per noi un grande onore - ha detto il sindaco Veltroni - e rappresenta la testimonianza più autorevole del grado di credibilità ed importanza raggiunta dalla città di Roma nel ruolo di capitale della pace e della memoria, punto di incontro e di dialogo che ripudia ogni forma di intolleranza e di violenza. Con la presenza di Wiesel, il nostro progetto acquista inoltre un ineguagliabile sigillo di garanzia che renderà il Museo della Shoah un luogo di memoria cui Roma potrà essere orgogliosa nel mondo». Veltroni ha incontrato Elie Wiesel nell'ambito di una serie di colloqui che ha avuto con autorevoli esponenti della comunità ebraica americana ai quali ha illustrato il progetto di costruzione del Museo della Shoah, che sorgerà in un terreno adiacente Villa Torlonia: sarà realizzato dall'amministrazione capitolina in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma e l'associazione Figli della shoah. Wiesel ha dunque accettato la presidenza onoraria della fondazione che sarà creata a New York con lo scopo di raccogliere fondi per il progetto scientifico del Museo. Oltre a Elie Wiesel, il sindaco, nel corso del suo breve soggiorno americano, ha incontrato Abraham Foxman, direttore nazionale del-l'Anti Defamation League, David Harris, direttore esecutivo dell'American Jewish Committe, Bruce Slovin, presidente del Center for Jewish History, ed altri importanti imprenditori di origine ebraica. La comunità ebraica della Capitale ha accolto la notizia della presidenza a Wiesel definendola «il più alto riconoscimento per la città di Roma. Siamo convinti - ha detto il vicepresidente e portavoce Riccardo Pacifici - che l'autorevole guida morale del professor Wiesel sia per noi tutti fondatori del museo il più importante stimolo a proseguire in questa sfida, che accompagni le nuove generazioni a costruire un futuro migliore. Ringraziamo anche l'Anti defamation league, e in particolare l'avvocato Alessandro Ruben, per il contributo che stanno dando nella raccolta fondi per il museo».