Lunedì 23 ottobre. Calma e gesso fino a lunedì 23 ottobre. Dopodiché il Tar scioglierà le riserve. Tutto sospeso? Tutto da rifare? Tutto regolare? Gli aspiranti sovrintendenti che quel 24 febbraio scorso avevano creduto di sostenere un concorso normale, degno di un paese normale, 6 mesi dopo stanno ancora aspettando di capire se, invece, non si sia trattato della solita farsa colossale. Breve riassunto: su 450 candidati, la commissione composta da Antonio Paolucci, Fabio Benzi e Silvia Danesi Squarzina, ne aveva promossi all'orale soltanto 48. Presumibilmente i più meritevoli, sempre che si sia un paese normale. Peccato che tra i bocciati figurasse anche il nome di Vittoria Garibaldi, direttrice della Galleria nazionale dell'Umbria molto vicina alla Margherita. Come risolvere la seccatura? Rutelli. per compensare il terribile errore, l'ha promossa d'ufficio a dirigente di prima fascia. Un bel gesto d'amicizia, per così dire. Che però gli altri bocciati non hanno avuto la sensibilità dì comprendere: inevitabile, quindi, il ricorso al Tar. Non passa una settimana, poi, che i promossi si vedono recapitare in busta chiusa un messaggio del Ministero chiaro e minaccioso: concorso sospeso sine die. Risultato? Una gran confusione: i promossi chiedono rispetto per le decisioni della commissione e i bocciati chiedono di riscrivere le regole del concorso. Il ministro Rutelli si rimette ai giudici e il morale della favola è che a decidere le nomine, in soldoni, ci penserà la magistratura. Come in ogni paese normale. O no?