«Attendiamo con ansia di sapere come saranno ripartiti i fondi che la Finanziaria ha destinato alla cultura: il ministro Rutelli aveva promesso agli enti lirici una copertura almeno parziale dei drastici tagli imposti dal governo precedente al fondo per lo spettacolo. Vogliamo essere fiduciosi, ma intanto incrociamo le dita». E' tutta proiettata al bilancio l'attenzione di Giampaolo Vianello, confermato dal consiglio di amministrazione della Fenice nel suo ruolo di sovrintendente del Teatro: dai fondi a disposizione, infatti, dipende l'offerta che il teatro potrà offrire ai suoi spettatori la prossima stagione. «Dopo le rassicurazioni - almeno parziali - del ministro, abbiamo voluto essere ottimisti e per il 2007 abbiamo realizzato un programma più ricco di quello di quest'anno, quando abbiamo dovuto tagliare un'opera e alcune iniziative collaterali per non trasformare in un vero e proprio abisso un deficit comunque impossibile da evitare dopo i tagli», prosegue Vianello, «per l'anno prossimo ho voluto giocare d'azzardo e conto di vincere: è doveroso che il governo sostenga le istituzioni culturali in Italia». «Per quanto ci riguarda», prosegue il sovrintendente, «con i nostri tagli interni e grazie a contributi di privati e della Regione, la nostra parte quest'anno l'abbiamo fatta, riuscendo a contenere il previsto deficit iniziale di oltre 2 milioni di euro: ma per poterlo almeno dimezzare, ora ci aspettiamo che giungano i promessi fondi di fine anno dal governo, non per pareggiare i conti - il rosso oramai c'è -ma quantomeno per ridurlo e per guardare a un futuro leggermente più roseo, che ci permetta di tornare in pareggio nel prossimo anno, altrimenti saremo giocoforza costretti a portarci appresso questo disavanzo». A confermare Vianello nel suo incarico è stato il neoconsiglio di amministrazione della Fenice del quale fanno parte - oltre a due consiglieri che verranno nominati dalla Regione Veneto - due componenti nominati dal Comune, Luigino Rossi e il presidente della Provincia Davide Zoggia, due componenti nominati dal ministero per i Beni Culturali (Giorgio Orsoni e Gigliola Zecchi) e due rappresentanti dei soci privati, Fabio Cerchiai e Bill Weidner.