La prima tassa (di scopo) non sarà a carico dei romani. Un euro al giorno per ogni stella dell'hotel in cui si pernotterà. Due stelle 2 euro, 3 stelle 3 euro e così via fino a un massimo di 5 euro. Turisti e non residenti che vorranno il lusso insomma dovranno pagarselo contribuendo in questo modo alle spese sostenute da chi li ospita. Era stato proprio il Campidoglio a farsi promotore di questa proposta, «una forma di risarcimento per i servizi che vengono offerti ai turisti». Criticata da una parte dell'opposizione, la riedizione riveduta e corretta della vecchia tassa di soggiorno porterà nelle casse capitoline una cifra oscillante tra i 40 e i 50 milioni di euro, «senza nessun costo aggiuntivo per gli operatori», precisa l'assessore Causi. Chiarimenti rivolti a quanti avevano criticato «perché riscuotere il balzello costerà più di quanto incasseremo». Il Comune di Roma due anni fa aveva commissionato uno studio ad hoc. Il cosiddetto turismo sociale, ostelli della gioventù, case per ferie, soggiorni per gli anziani, rimaneva fuori, esentato. «Le modalità verranno stabilite in accordo con le categorie interessate», precisa ancora Causi. Il testo definitivo della Finanziaria dovrà passare al vaglio del Parlamento, ma è fuori discussione che sarà questo il primo effetto. «Una manovra severa per gli enti locali», a detta dello stesso ministro del Tesoro Padoa Schioppa, «durissima, probabilmente insostenibile per i comuni italiani», secondo l'assessore al Bilancio Marco Causi. Cambiano i governi, il loro colore politico, ma non cambia il giudizio di Causi sulla manovra. «L'impatto per la Capitale sarà nell'ordine di 200 milioni di euro», calcola l'assessore al Bilancio, «per raggiungere questo obiettivo bisognerà stringere ancora di più la cinghia e contrarre le spese». Messaggio, questo, rivolto in primis alle aziende capitoline. L'altro effetto - balsamico per i Comuni ma non certo per i contribuenti - è l'annunciato sblocco dell'addizionale Irpef e il nuovo limite massimo fissato allo 0,8 per cento. A Roma potrebbe presto passare dallo 0,2 per cento allo 0,5, un riequilibrio in linea con gli altri Comuni. «Non sono scelte che si prendono da soli - fa un passo indietro Causi - tra due settimane presenteremo il piano per gli investimenti, entro la fine dell'anno il bilancio. Abbiamo ancora tempo dunque per le verifiche e per valutare». Nulla di nuovo rispetto all'Ici («scenderà come previsto dal 4,9 al 4,7 per mille»). Continuerà il recupero dell'evasione passato dai 70 milioni del 2002 ai 150 milioni attuali. E se la cifra dovesse aumentare i proventi «verranno impiegati per ampliare la fascia di esenzione, «a riprova che non abbiamo intenzione di fare politica tributaria con l'Ici». La compartecipazione all'Irpef era il punto di forza della proposta avanzata dall'Anci. Scatterà ma solo nel 2009 e in misura molto ridotta rispetto alle richieste: appena il 2. «È poco più di una foglia di fico», ammette Causi, «mentre devo purtroppo prendere atto che alcuni comparti, tipo la sanità, nonostante gli sforamenti, non sono stati toccati». È la critica che Causi, docente di Economia all'università Roma Tre, di area ds, muove ai suoi colleghi del centrosinistra. Aver disatteso in gran parte le richieste dei Comuni. In quanto al previsto rifinanziamento della legge 39690 per Roma capitale, si parla di 150 milioni l'anno fino al 2009, Causi rimane prudente: «Non sono cifre ufficiali, non posso fare valutazioni, mi auguro che sia vero», Infine agli estimi catastali. Causi precisa che «non è allo studio nessuna revisione automatica». Il passaggio del Catasto ai Comuni, come già stabilito in un protocollo d'intesa, avverrà in modo graduale. «Ci sarà un unico sportello, le procedure saranno semplificate, il controllo diretto per contrastare l'evasione risulterà più efficace». Le verifiche, spiega l'assessore, avverranno «unità immobiliare per unità immobiliare, per aggiornare eventuali situazioni che ormai non corrispondono più alla realtà». I controlli dovrebbero riguardare insomma per il momento soltanto i "casi-limite": abitazioni del centro storico di grande pregio ma considerate «locali privi di servizi», oppure lussuosi casali in zone prestigiose della città classificati come «magazzini rurali».
Turismo, una tassa dalle stelle. Nella Finanziaria prevista un'imposta in base al comfort dell'hotel scelto
Il Comune di Roma ha deciso di reintrodurre una tassa di soggiorno per i turisti, che sarà applicata solo ai non residenti. La tassa sarà di 1-5 euro al giorno, a seconda del tipo di alloggio. Il denaro riscoscerà dalle entrate dei turisti e non costerà nulla agli operatori. Il Comune di Roma ritiene che questo contribuirà alle spese sostenute dai turisti. La tassa sarà applicata solo ai non residenti e non ai residenti. Il Comune di Roma ha anche deciso di aumentare l'addizionale Irpef per i Comuni, che passerà dal 0,2 al 0,5%. Il Comune di Roma ritiene che questo contribuirà a ridurre la pressione fiscale sui Comuni.
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