Imprese e Regioni contro il Governo - Rutelli: fondi per 100 milioni La maggiorazione sarà facoltativa per un massimo di 5 euro pro-capite Venezia, Roma e Firenze la applicheranno « Imprese e Regioni all'attacco del Governo sulla tassa di soggiorno, ossia un balzello che, con un tetto di euro a notte pro-capite (o per stanza, secondo alcune interpretazioni preliminari), i Comuni potranno esigere agli esercizi ricettivi. La contestazione ha tenuto banco nei due giorni della terza edizione della Conferenza nazionale sul turismo, svoltasi a Pescara alla presenza del vicepremier Francesco Rutelli. Un primo "no" chiaro e forte è arrivato dal presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, che ha duramente criticato la decisione del Governo e dei Comuni a rimettere in campo uno strumento abolito nel 1991 e che, secondo Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e vicepresidente vicario di Confcommercio, «è una vera follia». Mentre Costanzo Jannottì Pecci, presidente di Federturismo-Confindustria, ha parlato di «un provvedimento gravissimo che sarà contrastato in maniera decisa e trasparente in Parlamento». La tassa di soggiorno costituisce la grande tentazione per le autonomie locali, visto che già questa estate numerose realtà si sono mobilitate per introdurre ticket divario genere (si veda «II Sole-24 Ore» del 19 agosto). E il suo "bacino di applicazione" è ovviamente molto grande: i pernottamenti di turisti hi Italia sono stati pari, nel 2005 rileva l'ultimo Rapporto Mercury 2006 a 335 milioni e 17mila, di cui 206.727 sono le presenze di italiani e 355.017 quelle di turisti stranieri. Nel 2006, secondo Federalberghi, sono già stati registrati 204 milioni di pernottamenti in hotel (1,2). Come rilevano le analisi Mercury, i dati sulle presenze possono anche raddoppiare se si tengono in considerazione gli affitti di appartamenti e seconde case. Se la tassa di soggiorno venisse applicata da tutti i Comuni e al livello più alto (5 euro) potrebbe generare un miliardo, 775 milioni e 85mi-la euro di introiti da turismo per i Comuni. «La richiesta è stata pressante da quelle realtà ad elevato impatto turistico e dove i visitatori utilizzano a fondo servizi e strutture comunali ha detto Rutelli .In particolare mi riferisco a Venezia, Roma e Firenze, mentre da Napoli e Bologna è arrivato l'annuncio che non faranno uso della tassa di soggiorno. Ogni Comune deve essere libero. Comunque ne discuteremo del comitato per il turismo. Il Governo in ogni caso sorveglierà sull'applicazione da parte dei Comuni cui in generale sono stati ridotti i trasferimenti, ma cercheremo di venire incontro anche alle richieste degli operatori». Rutelli ha poi spiegato che il Governo ha messo in campo un pacchetto di fondi per il 2007 di oltre 100 milioni di euro. Innanzitutto viene istituito il Dipartimento turismo presso la Presidenza del Consiglio con una dote di 50 milioni di euro, cui si aggiungono 10 milioni per la legge 135 sui sistemi turistici locali e 25 milioni per le aree di montagna. L'Enit-Agenzia del turismo avrà un fondo aggiuntivo di 30 milioni, che si aggiungono ai 22 milioni già previsti per il funzionamento dell'ente. Rilevante poi la defiscalizzazione delle attività di turismo congressuale (entro il 2008 l'Iva sarà abbattuta) per consentire di rilanciare attività ad elevato impatto turistico e fruibili lungo tutto l'arco dell'anno, per destagionalizzare i flussi. Il ministro per le Riforme e l'innovazione, Luigi Nicolais, ha annunciato che il nuovo portale Internet Italia.it sarà pronto per la seconda metà di febbraio ma necessiterà di una struttura di gestione («una vera e propria redazione giornalistica») che sarà gestita dall'Enit insieme con le Regioni. Ma proprio le amministrazioni regionali denunciano il drastico azzeramento dei fondi statali negli ultimi tre anni. Valerio De Molli di Ambrosetti ha rilevato che gli investimenti in Italia sono il 60 circa di quelli della Spagna. Ma Rutelli resta ottimista: «I litigi sono finiti ha detto . La nuova politica per il turismo si fonda sulla sinergia stretta tra Governo, Regioni e imprese». Un'indagine Doxa per Palazzo Chigi ha rilevato che l'interesse per l'Italia è alto ma tra gli stranieri preoccupano i prezzi, la qualità dei servizi e il rischio criminalità, tanto che i grandi tour operator internazionali hanno tagliato al 25 della programmazione il peso del sud sul totale Italia.