Nonostante i soliti pronunciamenti su una "Sabina attraente per natura" ma ancora per quanto? la cementificazione del territorio procede imperterrita. A Poggio Mirteto scalo, nuova frontiera di pendolarismo avanzato, oltre al raddoppio dell'area industriale, opportunamente pubblicizzati da maxicartello verranno costruiti migliaia di metri cubi di nuove unità abitative, che esporteranno ulteriore periferia, alla faccia di qualsiasi dichiarata ed esaltata vocazione paesistica del territorio- La realizzazione della nuova urbanizzazione per centinaia di nuovi residenti farà da volano ad un inevitabile sviluppo ed indotto di iper e maxi supermercati ed attività collaterali varie, accentuando la necessità di ulteriori collegamenti in un ineluttabile processo di saldatura con la periferia nord di Roma. La legge di tutela sui terreni agricoli, che si proponeva di funzionare da deterrente alla proliferazione di ville e villettine sparse sulla campagna, poichè i tre ettari di minima superficie richiesta, ponevano un limite all'edificazione, non risulta applicata, ed il recente aumento di costruzioni anche su piccoli appezzamenti di terreno è palese a tutti. Nella maggioranza del territorio italiano, il controllo dell'edificazione è sottoposto al parere di commissioni edilizie di piccoli e piccolissimi comuni, spesso lusingati da una agguerrita speculazione edilizia che ,oramai esauriti mare e montagna, vede nella campagna la sua ultima spiaggia. La supervisione regionale agisce da filtro e controllo, ma non è sufficente, se anche in Toscana nella ben più famosa Val d'Orcia, dichiarata patrimonio dell'Unesco si sta realizzando un complesso edilizio in prossimità di Monticchiello che distruggerà inevitabilmente un delicato equilibrio raggiunto nei secoli. La recente denuncia di Alberto Asor Rosa ha stimolato Rutelli, Ministro dei beni culturali, ad aprire un'inchiesta sull'accaduto Ma cosa potrà accadere in Bassa Sabina dove né Unesco né Rutelli potranno proteggerci e la vicinanza a Roma risucchia nel suo vortice edificatorio terreni agricoli, oliveti, casali, boschi,colline strade rurali e panorami interi? La Bassa Sabina cosi vicino a Roma e cosi ancora forse per poco integra, sembra ormai non abbia altro destino che quello di trasformarsi anch'essa, come le altre aree periferiche alla conurbazione romana: I Castelli, la Sabina romana, l'area della Flaminia; zone ormai degradate e prive di identità. Sezione dei Verdi di Casperia
Roma divora le bellezze sabine
La cementificazione del territorio di Poggio Mirteto, in Bassa Sabina, procede imperterrita. La nuova urbanizzazione per centinaia di nuovi residenti farà da volano ad un inevitabile sviluppo ed indotto di iper e maxi supermercati ed attività collaterali. La legge di tutela sui terreni agricoli non è applicata e il recente aumento di costruzioni anche su piccoli appezzamenti di terreno è palese. La supervisione regionale agisce da filtro e controllo, ma non è sufficente. La Bassa Sabina, vicina a Roma, sembra ormai non abbia altro destino che quello di trasformarsi anch'essa, come le altre aree periferiche alla conurbazione romana. La zona è degradata e priva di identità.
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