TRIESTE - Perché la Regione non vende i propri beni artistici, in particolare i numerosi quadri (di cui una buona parte giace negli scantinati delle sue varie sedi), per fronteggiare le misure a favore delle zone colpite dall'alluvione? La curiosa proposta è stata formalmente avanzata ieri, con un'interpellanza urgente, dal forzista udinese Adino Cisilino nel mezzo delle polemiche che continuano a vivacizzare l'avvio in commissione dell'esame della Finanziaria 2003. L'idea di ricorrere alla «cartolarizzazione» delle opere d'arte quale soluzione finanziaria urgente viene accarezzata da Cisilino come un espediente per contenere un già elevatissimo indebitamento regionale. Si tratta di fronteggiare infatti secondo il proponente un'emergenza straordinaria, che non riguarda solo il Pordenonese alluvionato, ma anche la Carnia e le spiagge turistiche «mangiate» dal mare. E spiega che «la vendita dei quadri tesaurizzati dalla Regione lungo i decenni potrebbe venir affidata a una società-vettore, che ci anticiperebbe subito quello che potrebbe essere poi il ricavato di un paio d'aste nazionali da essa stessa organizzate». «Si potrebbero realizzare opina l'esponente forzista parecchi miliardi. Nella sola stanza dell'assessore al Bilancio figurano due Zigaina che potrebbero fruttare qualche centinaio di milioni. E poi tutti quei Music, Afro, Spacal e Pizzinato che a rotazione abbelliscono i "passi perduti" del Consiglio... Non ci sono stanze che nelle varie sedi non diano ricetto a tele più o meno preziose, ve ne sono perfino di dimenticate negli scantinati e di affidate in comodato a enti pubblici esterni». Ma l'assessore al Bilancio, il leghista Pietro Arduini, convinto fautore della «cartolarizzazione» di beni immobili, appare in questo caso piuttosto perplesso: «Non ho alcuna idea di quanto possa valere il nostro patrimonio artistico, messo pazientemente insieme con gli anni, e non posso esprimere giudizi sull'idea di Cisilino. Ma siccome non possediamo dei Van Gogh, il rischio potrebbe essere quello di disperdere una bella raccolta per ricavare un importo equivalente a una goccia nel mare rispetto all'entità dei progetti da finanziare». Nel frattempo le opposizioni incalzano la giunta a sollecitazione di un piano organico d'interventi, che accompagni le misure per l'emergenza-alluvioni con i progetti per la messa in sicurezza del territorio. Così l'assessore al Commercio e turismo, Sergio Dressi, ha personalmente proposto ieri uno stanziamento di 100 mila euro per l'abbattimento dell'interesse sui prestiti cui le piccole aziende commerciali e turistiche ricorreranno per il ripristino delle attività danneggiate. E il collega Venier Romano ha aggiunto che altri interventi saranno concertati anche per le imprese artigiane. «Invece io non vengo in commissione per farmi bello con anticipazioni estemporanee di cui la giunta sia all'oscuro», ha commentato acido l'assessore Arduini. E Lodovico Sonego (Ds): «Ma sono proposte offensive: Dressi dice agli alluvionati di indebitarsi, ché poi la Regione pagherà, e solo per un anno, gli interessi...».