L'annuncio del sottosegretario Marcucci. L'istituto sarà integrato nel Polo Museale Eccola la soluzione. O almeno la maggior parte degli "attori" si augura che lo possa essere. L'Opificio delle Pietre Dure di Firenze potrebbe diventare un nuovo "tassello" del Polo Museale Fiorentino. Ufficialmente "perderebbe" il proprio dirigente - cioè il soprintendente -, ma di fatto non cambierebbe niente, perché Cristina Acidini (responsabile dell'istituto di restauro), dalla mezzanotte di domani diverrà Soprintendente Speciale per il Polo Museale Fiorentino a tutti gli effetti. La paternità della proposta - che ha ottime possibilità di riuscita - è del sottosegretario per i beni e le attività culturali, Andrea Marcucci, che questo pomeriggio incontrerà i lavoratori dell'Opificio (alla Fortezza) per illustrare i dettagli della soluzione. Il randez vous avverrà alla presenza di alcune autorità cittadine tra cui il presidente della Provincia, Matteo Renzi, che già ieri mattina, in occasione della presentazione della mostra del "Bronzo di Lussino" a Palazzo Medici Riccardi, aveva lasciato intendere che l'Opificio sarebbe rimasto a Firenze e che una soluzione si stava avvicinando. Ieri pomeriggio, infatti, una nota del Ministero per i beni e le attività culturali ha confermato quelle voci. Poco dopo, al telefono, il sottosegretario Marcucci ha ribadito la sua intenzione: "La questione intorno l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze - ha detto - è nata da esigenze di riorganizzazione in tema del ministero. Quattro istituti di restauro romani saranno accorpati e formeranno l'Istituto Superiore del Restauro, mentre l'Opificio entrerà a far parte del Polo Museale Fiorentino. Questo comporterà due vantaggi - ha continuato il sottosegretario - in quanto prima di tutto la direzione dell'Opificio rimarrà a Firenze; quindi sarà un modo per valorizzare lo stesso Opificio in quanto il Polo Museale ha energie finanziarie che potranno essere messe a disposizione per ottenere un buono sviluppo. È chiaro che tutta l'operazione avverrà all'interno di un piano coordinato con l'Istituto Superiore del Restauro, che invece nascerà a Roma, per sviluppare, a sua volta, una politica di intervento a livello nazionale e internazionale. Questa soluzione della questione-ha detto ancora Andrea Marcucci -dovrebbe comportare una maggiore efficienza dell'Opificio, con la dottoressa Cristina Acidini che continuerà a dirigere l'istituto di restauro fiorentino prima con l'interim, probabilmente fino alla fine dell'anno, poi con la totalità dei pieni poteri". Le intenzioni di Marcucci sono indubbiamente positive e fanno guardare in maniera ottimistica al futuro dell'Opificio, ma nella nuova "collocazione" all'interno del Polo, cambierà qualcosa per l'Opificio? "Tutte le prerogative, le caratteristiche e l'autonomia dell'Opificio di Firenze non cambieranno assolutamente - ha annunciato il sottosegretario - ; non solo: se sarà necessario produrremo un atto specifico se non addirittura un atto amministrativo. Inoltre siamo a conoscenza delle difficoltà operative dell'istituto fiorentino e pensiamo che con quésto cambiamento, troveranno soluzione anche questi problemi. Domani (oggi per chi legge, ndr) sarò all'Opificio insieme alla soprintendente Acidini e prospetterò nei dettagli questa soluzione ai lavoratori dell'istituto, affinché tutti possiamo lavorare per questa ipotesi. Vorrei anche sottolineare - ha concluso Marcucci - che in questa vicenda mi sono costantemente confrontato con Salvatore Settis, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali". Anche quest'ultima notizia è piacevolmente sorprendente, perché fino a qualche giorno fa il direttore della Scuola Normale di Pisa non aveva aperto bocca sulla questione e non erano pochi coloro che erano delusi dal suo silenzio. Si vede che la pressione della stampa - e in particolare de il Giornale della Toscana che esattamente 15 giorni fa aveva per primo lanciato l'allarme-Opificio - ha avuto buon esito. Soddisfatto il senatore di Fi Paolo Amato: «Questa è una nostra vittoria. Siamo riusciti a tutelare un patrimonio di conoscenze utile a Firenze e a tutto il mondo». Raggiante per la prospettata soluzione anche il presidente della Provincia, Renzi, che ha dichiarato che "Rutelli e Marcucci hanno rimesso a posto le cose con una soluzione, doverosa, ma non scontata"; d'altronde era il minimo: chi voleva suonare il de pro-fundis e declassare l'Opificio era stato il capo dipartimento Giuseppe Proietti, il solo che dall'intera vicenda esce ridimensionato. Se non altro nelle velleità di Roma caput mundi.
L'Opifìcio delle pietre dure resta a Firenze
Il sottosegretario Andrea Marcucci ha annunciato che l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze sarà integrato nel Polo Museale Fiorentino. La direzione dell'istituto rimarrà a Firenze e la dottoressa Cristina Acidini, responsabile dell'istituto di restauro, diventerà Soprintendente Speciale per il Polo Museale Fiorentino. La proposta è stata avanzata dal sottosegretario Marcucci e ha ottime possibilità di riuscita. Il Ministero per i beni e le attività culturali ha confermato la sua intenzione e il presidente della Provincia, Matteo Renzi, ha lasciato intendere che l'Opificio sarebbe rimasto a Firenze.
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