L'assessore Merola contesta Ripa di Meana Vetro e acciaio. Il progetto del Museo della Città a Palazzo Pepoli prevede il restauro dell'edificio e la costruzione di una torre di acciaio e vetro che, all'interno del cortile unisce gli spazi espositivi Ecologisti contrari. L'associazione Italia Nostra presieduta da Carlo Ripa di Meana ieri è insorta: «è un intervento brutale». E invoca lo stop ai lavori dal Comune e dal Ministero competente La replica dell'architetto. La Fondazione Carisbo, committente del progetto e l'autore, l'architetto Mario Bellini hanno replicato: «Valorizziamo il palazzo, che, in parte, è già convertito ad abitazioni private» Il Museo della città, voluto dalla fondazione Carisbo a Palazzo Pepoli di via Castiglione è «sicuramente un'opera di pubblica utilità», e anche per questo, secondo l'assessore all'urbanistica Virginio Merola, non ci sarà alcun motivo per non derogare alla legge nazionale e alla norma del piano regolatore che vietano nuove costruzioni nel centro storico. La ristrutturazione dell'edificio, e la costruzione della torre trasparente nella corte interna che unirà le sale del Museo, quindi, andranno avanti. Con buona pace di Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra, che ieri aveva tuonato contro il progetto, firmato dall'architetto Mario Bellini, definendolo «brutale». Secondo l'ambientalista, l'operazione avrebbe «snaturato il palazzo», creando, tra l'altro, «un grave precedente», in seguito al quale chiunque si sarebbe sentito autorizzato a edificare all'interno di cortili storici. «Il palazzo non è assolutamente in pericolo taglia corto Merola Tra l'altro, sono già sul tavolo le autorizzazioni, sia dal ministero che dalla Soprintendenza, che giudicano l'intervento un'opera di valorizzazione. Manca solo la deroga da parte del Comune: la sottoporremo al voto in Consiglio a fine ottobre. E se qualcuno è contrario lo sfido a motivare». L'assessore, tra l'altro, ha il sospetto che Ripa di Meana non conosca affatto l'edificio in questione. «Se vuole, lo accompagnerò personalmente sul posto suggerisce così si accorgerà che la torre di acciaio e vetro incriminata non farà che recuperare e rendere migliore un cortile già brutto e che dal 1916 al 1960 è sempre stato occupato da scempi architettonici. Negli ultimi 46 anni era anche del tutto inagibile a causa della presenza del centro meccanografico della Cassa di Risparmio. La torre, inoltre, non è fissa e può essere smantellata in qualsiasi momento». Merola, infine, non vuole sentire parlare di «vecchie argomentazioni secondo cui stili contemporanei non possono convivere con l'antico». Sulla stessa linea d'onda è anche l'assessore alla cultura regionale Alberto Ronchi, che, pur sottraendosi dal merito della querelle, afferma: «Mi sembra che esista un dibattito in città che comprende una visione conservativa sull'uso degli spazi storici. Io appartengo all'altra parte, secondo cui fare attività compatibili è un modo di valorizzare questi spazi». Infine, l'assessore alla cultura di Palazzo D'Accursio chiama il Comune fuori dalla polemica: «Non conoscevamo l'esistenza di un problema si sorprende Angelo Guglielmi . Ma se esiste un conflitto è tra la Soprintendenza e Italia Nostra. Palazzo Pepoli non può èssere toccato se non con un'autorizzazione da parte della Soprintendenza. Figurarsi: senza di questa non può essere toccata nemmeno una casaccia qualunque».
(Bologna) Italia Nostra si sbaglia Palazzo Pepoli non corre rischi
L'assessore all'urbanistica Virginio Merola ha contestato le proteste di Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra, contro il progetto del Museo della Città a Palazzo Pepoli. Il progetto prevede il restauro dell'edificio e la costruzione di una torre di acciaio e vetro che unirà gli spazi espositivi. Merola ha affermato che il progetto è un'opera di pubblica utilità e che non ci sarà alcun motivo per non derogare alla legge nazionale e alla norma del piano regolatore che vietano nuove costruzioni nel centro storico. L'architetto Mario Bellini ha replicato che il palazzo è già stato convertito ad abitazioni private e che il progetto è una valorizzazione dell'edificio.
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