Il piacione si è mosso per un golf club bocciato dalla sovrintendenza. Gli ecologisti: «Progetto devastante, il ministro dovrebbe farsi un esame di coscienza» Ampéze - Il campo da golf a Cortina D'Ampezzo si deve fare a ogni costo: Francesco Rutelli, con la moglie habitué della mondana località turistica, appoggia la realizzazione della nuova e complessa struttura che tante polemiche ha scatenato, visto che dovrebbe sorgere in un'area definita di "massima tutela" sfregiando irrimediabile l'ambiente. Non per nulla il sovrintendente veneto per i beni architettonici e il paesaggio, Guglielmo Monti, ha espresso per due volte parere fortemente negativo, appoggiando invece un altro progetto, quello della Lega Nord, che punta a riqualificare l'area degradata dell'ex aeroporto di Fiames consentendo la promozione di vari sport tra cui il golf. Nello stesso giorno, lo scorso 25 agosto, in cui Monti ribadiva il suo no al golf club in località Miramonti-Fraina (un'area naturale ricca di sorgenti, con due acquedotti, zona ad altissima valenza paesaggistico-ambientale) er Piacione si è presentato a Cortina per sponsorizzare, nel corso di una riunione, la realizzazione del devastante progetto. Intervento a gamba tesa in una questione apparentemente di interesse locale, dove il vice di Romano Prodi che siede sulla poltrona di ministro per i Beni e le attività culturali (peraltro senza possedere neppure uno straccio di laurea in qualcosa) ha voluto portare tutto il peso della prepotenza romana. Premura che forse non sarebbe stata neppure necessaria, in quanto la società impegnata in questa realizzazione (che raccoglie una cordata di grossi imprenditori e finanzieri) gode già di un appoggio pressoché unanime a livello politico locale. A favore del progetto della Golf Cortina srl sono infatti schierati il sindaco Giacomo Giacobbi (alla testa di un'amministrazione espressa da Forza Italia) e quasi tutta l'opposizione di centrosinistra in Consiglio comunale. Una vivace resistenza è stata invece opposta da un'associazione ambientalista, il Comet (Comitato emergenza difesa terra) presieduto dal dottore forestale Marina Lecis. «Non è mai successo sino ad oggi - afferma la Lecis - che un ministro osteggiasse il parere inequivocabile della soprintendenza. Chi vincerà? La nostra soprintendenza veneta o il ministero romano? Sono molto perplessa, non era mai successo che si verificasse uno scavalcamento di questo genere. Rutelli, che si dice tanto ambientalista, dovrebbe farsi un esame di coscienza: lui viene spesso a Cortina con la moglie, ma non credo che si sia preso la briga di vedere l'area in questione, altrimenti dovrebbe rendersi conto che si tratta di un progetto improponibile. Sia ben chiaro, non vogliamo una bocciatura del golf ma dell'area scelta, che presenta scoscesi pendii e comporterebbe una drastica modifica del luogo, anche con ingenti disboscamenti». Le critiche della presidentessa del Comet fanno il paio con il parere negativo del sovrintendente, motivato da una serie di aspetti connaturati al progetto, quali «l'alterazione della morfologia del suolo», «il disboscamento di buona parte della copertura erborea», «la realizzazione di strutture accessorie quali club house, depositi interrati e parcheggi», la devastazione dei ripari degli animali selvatici. Ma dietro l'accanimento per la realizzazione del golf club in una zona di grande pregio naturalistico Marina Lecis vede altro: «Qualcosa - conclude - che scatta dopo, una volta che modifiche il piano regolatore...».