(S.T.) L'assemblea permanente No Mose ha scritto al vicepremier a ministro per i Beni e le Attività culturali, Francesco Rutelli, invitandolo in vista del decisivo Comitatone di ottobre a riparare un errore, anzi una "grave illegalità" compiuta dai suoi uffici. L'assemblea denuncia che il parere sostanzialmente negativo dato nel settembre 2003 dalla Soprintendenza veneziana sul progetto definitivo del Mose sarebbe stato rovesciato pochi mesi dopo dal Comitato di Settere; il quale avrebbe sostenuto la mancanza di vincoli monumentali (ex articolo 2 del decreto 490'99) nell'area di progetto, quando invece essi esistono sia per i settecenteschi Murazzi di Pellestrina (di cui il progetto preveda la distruzione di 350 meiri) sia per il molo ottocentesco sud della bocca di Malamocco, «che è stato praticamente distrutto dalla realizzazione della conca di navigazione". L'assemblea sottolinea che tale parere è risultato fondamentale nella sedute della Commissione di Sarvaguardia che a gennaio 2004 ha approvato il Mose, e alla quale ha partecipato il direttore generale per i Beni architottonici e iì paesaggio del Ministero, Roberto Cecchi. Nella lettera, si sostiene che successivamente l'allora soprintendente, Giorgio Rossini, era stato costretto nell'ambito degli atti relativi a un ricorso al Tar da parte del Wwf a dare "una spiegazione molto imbarazzata e contraddittoria" su una sua dichiarazione durante la citata seduta di Salvaguardia, nella quale aveva parlato di un "piccolo errore" nel parere del Comitato di Settore. "Ci appelliamo alla sua intelligenza e alla sua correttezza ha concluso l'assemblea No Mose - per "riparare" a questa grave illegittimità, oggetto anche di un esposto presentato dalle associazioni ambientaliste alla Procura della Repubbliica, che non risulta essere stato archiviato». In chiusura, l'assemblea No Mose ha ricordato a Rutelli che secondo ì progetti alternativi semplicemente rialzando i fondali alle bocche e utilizzando stagionalmente delle navi porta sarebbe possibile ridurre di 21 - 27 cm. L'escursione delle maree. «Delle 94 acque alte che nel 2003 hanno allagato San Marco - ha segnalato l'assemblea - 87 sarebbero state evitate, contro le 7 dalle quali avrebbe protetto il Mose. »