ROMA - Tanta carne al fuoco, molti gli argomenti toccati dal ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli in materia di riordino dei settore cinema, parlando ieri alla Commissione Istruzione pubblica, Beni Culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato. Provvedimenti ponte e varo di una legge organica sul cinema, ma di iniziativa parlamentare, questi i due punti principali: «Non prevedo - ha detto il ministro - una legge del governo, bensì una di impulso del Parlamento che riordini il settore e lo renda più efficiente». Mettendo in evidenza l'attuale riduzione complessiva del numero dei biglietti staccati al botteghino, Ruteli ha osservato che il prelievo nel settore deve avvenire tenendo conto della intera filiera di cui è composto (produttori, distributori, esercenti) e che la legge finanziaria che si discuterà venerdì prossimo in consiglio dei ministri «è di riferimento». «Va ritrovato - ha detto - un punto di equilibrio che parta dal botteghino e arrivi fino allo schermo tv». Oltre alla necessità di creare un'agenzia nazionale per il cinema a forte indirizzo politico, è importante, per Rutelli, modificare la Legge Urbani con il contestato "reference system" (i parametri, cioè, atti a valutare l'afTidabilità delle imprese che chiedono i finanziamenti). In questo senso, il ministero sta pensando ad una modifica dei criteri dei prestiti in modo da rendere più scorrevoli le procedure. Oltre a toccare altri temi, come quello della pirateria e della tutela del diritto di autore, il ministro ha parlato anche dell'aspetto fiscale. In particolare sulla "tax shelter", ovvero la detassazione degli utili per quelle aziende che ne reinvestano parte nel settore, Rutelli non ha voluto prendere impegno visti i margini concessi dalla Finanziaria. Un'attenzione particolare andrà poi data alla figura dell'imprenditore indipendente con sostegni selettivi per promuovere il cinema giovane e le opere prime e pieno sostegno alle sale d'essai.