I coordinatori nazionali del sindacato Intesa, Angelo Morgante e Sandro Vaglica, hanno chiesto al ministro Francesco Rutellì l'assorbimento dei lavoratori precari ROMA- Angelo Morgante e Sandro Vaglica, coordinatori nazionali del sindacato Intesa-Beni culturali, hanno sottoposto all'attenzione del ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli alcuni degli obiettivi più importanti rivendicati dalla loro organizzazione per i mesi a venire. La "piattaforma", articolata in dieci punti, si concentra in prima battuta sulla sorte dei precari del settore e propone, per favorirne l'inserimento dei ranghi lavorativi, due iniziative distinte: la prima che punti a creare nuovi posti di lavoro attraverso lo sblocco dei passaggi d'area e grazie ad una riqualificazione delle aree stesse. La seconda che garantisca l'assunzione in ruolo con chiamata diretta dei 2.147 precari in subordine tramite prova concorsuale. Tutto ciò dovrebbe condurre ad una revisione generale della pianta organica, ad una riduzione degli Uffici Dirigenziali apicali con aumento dei posti dirigenziali di seconda fascia, per poi aprire la strada ad un passaggio di ameno un livello per tutti i lavoratori esclusi dalle recenti fasi di riqualificazione. Effetto indotto di tale azione dovrebbe essere un discreto aumento del Fondo Unico di Amministrazione, potenzialmente investito in gran parte per finanziare tali risorse. A questo proposito il sindacato ha presentato a it tei li un progetto di autofinanziamento che garantisca un'integrazione economica alle sovvenzioni canoniche, da realizzarsi grazie ad un provvedimento legislativo che predisponga dei lievi aumenti sul costo dei biglietti all'ingresso dei musei. In ultima analisi i rappresentanti del sindacato hanno chiesto chiarezza al Governo su alcuni punti nodali dell'imminente futuro: le politiche relative ai passaggi dei Beni culturali alle Fondazioni o agli Enti Locali, osteggiate dal sindacato, le prossime mosse del ministro riguardo la riforma dello stesso ministero.