Una lettera per dire no alla proposta, avanzata dalla direzione del ministero ai Beni culturali, di accorpare l'Opifìcio delle pietre dure di Firenze agli altri quattro istituti romani di restauro e ribadire la piena autonomia dell'istituto fiorentino. Destinatari i presidenti delle Commissioni cultura del Senato e della Camera, Vittoria Franco e Pietio Folena, che il presidente della Commissione cultura del Comune di Firenze Dario Nardella sollecita a intervenire sull'ipotesi di razionalizzazione annunciata dal direttore Giuseppe Proietti. Che potrebbe comportare un accorpamento dell'Opificio ad altri quattro istituti: l'Istituto centrale di restauro. L'Istituto centrale del catalogo e documentazione, l'Istituto per la patologia del libro e il Centro di fotoriproduzione e legatoria degli archìvi di Stato. Un'ipotesi che allarma non poco i dipendenti dell'Opificio che, chiarisce Nardella «restano su una posizione di opposizione radicale all'ipotesi di fusione». Due le proposte avanzate nella lettera: «Se ci deve essere l'accorpamento in un unico istituto - afferma Nardella - chiediamo che la direzione sia a Firenze». Una seconda proposta prevede invece un'ipotetica riunione dei, quattro istituti romani in uno unico con sede a Roma, lasciando a Firenze l'attuale autonomia dell'Opificio. «Una soluzione che consentirebbe - precisa Nardella - di raggiungere due obiettivi: la razionalizzazione e il mantenimento dell'attuale assetto dell'Opificio, a condizione che abbiano stesso assetto dirigenziale ed eventualmente stessa autonomia finanziaria». E a favore dell'autonomia dell'istituto si è espressa anche la commissione consiliare cultura, che ha approvato all'unanimità una proposta di risoluzione che impegna la giunta regionale a prendere contatti con il ministro Rutelli per richiedere «il sostegno al mantenimento dell'autonomia dell'Opificio».