Dalla Toscana unmodello per gli interventi sul paesaggio PER mostrare quanta parte della geografia della Toscana rappresentino le colline di Monticchiello l'assessore Riccardo Conti rannicchia l'indice nel pollice della mano destra e se lo guarda chiudendo un occhio. «Monticchiello è un piccolo episodio che ha avuto un grande clamore», dice. «Un intervento edilizio sbagliato, certo, non per niente la Regione ha dato parere negativo per tre volte. Ma resta comunque un fatto limitato, si tratta di 90 alloggi». Eppure è proprio quel pu-gnetto di terra che da oltre un mese fa discutere l'Italia e che oggi spinge il ministro Francesco Bntplli e il presidente della Regione Claudio Martini a firmare un accordo sul governo del territorio e la tutela del paesaggio che, nelle intenzioni delministero farà da guida a quelli futuri con le altre Regioni. A Firenze per discutere con Conti «partendo dal caso Monticchiello ma per andare ben oltre» c'erano ieri il direttore generale del dipartimento per i Beni architettonici Roberto Cecchi e Amerigo Restucci, professore all'università di Venezia, incaricato da Rutelli di studiare una forma di mitigazione dell'intervento deciso dal Comune di Pienza. «Non siamo certo di fronte a un ecomostro» dice Cecchi, «ma a un progetto che non si sposa con la natura di un'area tutelata dall'Unesco e inserita nel parco della Val d'Orcia. Una vicenda che spinge a riflettere su come in Italia sia necessaria una pianificazione integrata del territorio che superi la logica dell'esame dei singoli casi». E' appunto su questo che si fonderà il Pit della Toscana, il piano di indirizzo territoriale legato al Codice paesaggistico che è legge dello Stato dal 2004. Le Regioni non sono obbligate a recepire in pieno le nuove regole, lo fanno su base volontaria. «Accettiamo una sfida complicata ma possibile», dice perciò Conti, «convinti che il paesaggio siaunagrande risorsa che va difesa ma anche utilizzata. Il parere degli intellettuali è ben accetto, anche se mi piacerebbe sapere chi ha partecipato alla stesura del piano paesistico di Pienza nel '92. Magari scoprirò che c'era anche Asor Rosa?», azzarda con una battuta l'assessore toscano, reduce da un'estate difficile.