CAGLIARI. Il campo da golf realizzato senza autorizzazione vicino all'hotel Chia Laguna sta sparendo sotto le pale delle ruspe. E' stato Guido Manca Bitti, legale della 'Stim spa', proprietaria dell'area, a chiedere al sostituto procuratore Giangiacomo Pilia l'ok al ripristino del terreno, condizione indispensabile per ottenerne il dissequestro. Sentito il parere della Forestale, il magistrato l'ha concesso e i lavori sono partiti in questi giorni. In base all'accordo dovranno sparire le collinette costruite per disegnare il green, gli scavi, le superfici sterrate e i paletti piantati per segnare probabilmente il percorso delle buche. Una volta conclusi i lavori, il nucleo ispettivo della Forestale guidato da Ugo Calledda verificherà se tutto è tornato nelle condizioni originali. Un controllo possibile, perchè di quel sito esistono le fotografie aeree. Se il responso dei forestali sarà positivo la Procura revocherà il sequestro dell'area e il procedimento andrà avanti solo sul fronte penale. L'inchiesta giudiziaria è chiusa e a rischiare il rinvio a giudizio sono cinque persone: l'amministratore delegato della 'Stim spa' Antonio Cavalieri, noto soprattutto come organizzatore del premio giornalistico 'Chia'. Con lui, sono accusati di aver modificato un'area destinata ad attività agricole senza il nullaosta paesaggistico e in difformità dall'autorizzazione comunale il responsabile amministrativo della stessa società Piermario Rigoni, l'amministratrice unica della 'Contact Gestioni' e committente dei lavori Ombretta Frisiera, l'esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau. La vicenda, clamorosa per l'importanza della struttura turistica coinvolta, è nata nel giugno dell'anno scorso: sono stati gli uomini del servizio investigativo della Guardia Forestale, dopo l'esposto del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra, a controllare l'area vicina a Baccu Mandara, dove venivano segnalati lavori in corso. Conferma immediata: scavi, superfici sterrate, paletti di delimitazione, come se qualcuno stesse preparando il terreno a un intervento piuttosto pesante. Eppure il cartello di inizio lavori indicava soltanto generiche «opere di miglioramento fondiario» legate alla concessione numero 805 del 7 febbraio 2005. In realtà - come gli stessi responsabili della Stim confermeranno pubblicamente - l'idea era di realizzare un campo da golf in un'area di straordinario pregio ambientale, ma purtroppo per la società di Cavalieri protetta da vincoli assoluti, oltre che dalla legge 'salvacoste' elaborata dal governo Soru e approvata a dicembre 2004. Alla Forestale non restava che redigere il rapporto, consegnato pochi giorni dopo alla Procura insieme ai documenti sulla concessione, alle fotografie del sito e ad altri rilievi. Esaminato il carteggio, il pm Pilia ha immediatamente ordinato il sequestro giudiziario dell'area e iscritto al registro degli indagati i due dirigenti della Stim spa.