La battaglia per il mantenimento dell'autonomia dell'Opificio delle Pietre Dure a livello politico assume i toni della levata di scudi bipartisan mentre la discussione dilaga da Firenze a Roma. É previsto per oggi, infatti, l'incontro tra il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e il ministro per i beni e le attività culturale, Francesco Rutelli. Tra i vari temi oggetto dell'incontro, ci sarà anche il futuro dell'Opificio e presto potrebbero esserci delle novità. Intanto ieri due fatti hanno contribuito a mantenere alto il livello di attenzione del problema. La commissione regionale Cultura ha approvato all'unanimità una proposta di risoluzione in favore dell'autonomia dell'Opificio delle Pietre dure. Il documento impegna il presidente della Giunta regionale a prendere immediati contatti con il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, per richiedere il «sostegno al mantenimento dell'autonomia dell'Opificio, condizionata alla conservazione della qualifica dirigenziale per il capo dell'Istituto, auspicando per il futuro l'estensione anche all'Opificio dell'autonomia contabile ed amministrativa di cui già usufruisce l'Istituto Centrale del Restauro». Inoltre, si chiede l'apertura di un confronto urgente con la Regione e gli Enti Locali toscani per l'attuazione del nuovo Codice dei beni Culturali e del Paesaggio, in cui si discuta anche dell'Opificio. E, infine, la risoluzione impegna il presidente Claudio Martini a riferire in Consiglio regionale sull'esito dell'incontro con il ministro. Parallelamente «Iniziative urgenti da parte della giunta regionale che impediscano la riorganizzazione dell'Opificio delle Pietre Dure» sono state chieste, in una interrogazione urgente destinata ad essere discussa nel prossimo Consiglio regionale il Consigliere regionale di Alleanza Nazionale, da Giuliana Baudone, membro della Commissione cultura e dell'Ufficio di Presidenza del parlamentino toscano, e dal suo capogruppo Maurizio Bianconi. «L'Opificio delle Pietre Dure scrivono - così come configurato non solo è altamente qualificato, ma è simbolo della città di Firenze e della Toscana tutta. La riorganizzazione e accorparnento come annunciati dal governo nazionale, oltre a intaccare la natura dell'Opificio snaturandone la centralità internazionale, ne abbassa fortemente il livello qualitativo». Per tutti questi motivi, Baudone e Bianconi chiedono di sapere «quali iniziative urgenti intenda assumere la giunta regionale al fine di impedire la riorganizzazione dell'Opificio delle Pietre Dure». Il secondo fatto che ha caratterizzato la giornata di ieri è l'incontro di Dario Nardella, presidente della Commissione cultura del Comune di Firenze, con i lavoratori dell'Opificio. «Riteniamo un fatto gravissimo la proposta del capo dipartimento, Giuseppe Proietti, di accorpare l'Opificio delle Pietre Dure agli altri quattro istituti romani di restauro». Perché nel frattempo, ha sottolineato Nardella, agli istituti già coinvolti nel nascente Istituto Superiore del Restauro (cioè l'Istituto centrale del Restauro, Istituto per la patologia del libro e il Centro di fotoriproduzione e legatoria degli archivi di Stato) si è aggiunto anche l'Istituto centrale del catalogo e Documentazione. «I dipendenti dell'Istituto fiorentino sono in allarme - ha proseguito Nardella - e il piano di Proietti ci trova in disaccordo. L'Opificio è già stato oggetto di tagli nello scorso anno - ha affermato Nardella - che ammontano al 45 per cento dei finanziamenti, e adesso privarlo dell'autonomia dirigenziale e organizzativa, - rappresenterebbe un danno non solo per la - nostra città ma per tutto il Paese. Per questo, dopo aver valutato la disponibilità dei lavoratori, ho avanzato due proposte che presenterò alla senatrice Vittoria Franco, presidente della commissione cultura del Senato e a Pietro Folena, omologo della Camera. Chiedo che, se deve avvenire l'accorpamento dei cinque istituti, la direzione dell'Istituto Centrale del Restauro abbia sede a Firenze. La seconda proposta -ha spiegato - riguarda un'ipotetica unione dei quattro istituti romani in un unico Istituto con sede a Roma lasciando così a Firenze l'attuale autonomia dell'Opificio. In questo modo si potrebbero raggiungere la razionalizzazione voluta da Rutelli, e il mantenimento dell'attuale assetto dell'Istituto fiorentino, a condizione che i due Enti abbiano la stesso assetto dirigenziale ed eventualmente la stessa autonomia finanziaria. Inoltre vorrei precisare - ha concluso Nardella - che la situazione dell'Opificio non deve influire sulla difficile condizione in cui verte la Biblioteca Nazionale di Firenze e che non ci deve essere nessun ricatto, poiché sono due nodi che devono essere entrambi risolti in breve tempo».
Opificio: levata di scudi sempre più bipartisan
Oggi si svolgerà un incontro tra il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, e il ministro per i beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, per discutere il futuro dell'Opificio delle Pietre Dure. La commissione regionale Cultura ha approvato una risoluzione in favore dell'autonomia dell'Opificio, che chiede al ministro di prendere contatti con il presidente della Giunta regionale per richiedere il sostegno al mantenimento dell'autonomia. Inoltre, la giunta regionale ha chiesto l'apertura di un confronto urgente con la Regione e gli Enti Locali toscani per l'attuazione del nuovo Codice dei beni Culturali e del Paesaggio.
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