Firenze - La commissione Cultura del Consiglio regionale della Toscana ha approvato all'unanimità una proposta di risoluzione in favore dell'autonomia dell'Opificio delle Pietre dure. Il documento impegna il presidente della Giunta regionale a prendere immediati contatti con il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli per richiedere il «sostegno al mantenimento dell'autonomia dell'Opificio, condizionata alla conservazione della qualifica dirigenziale per il capo dell'Istituto, auspicando per il futuro l'estensione anche all'Opificio dell'autonomia contabile ed amministrativa di cui già usufruisce l'Istituto centrale del restauro». Inoltre, si chiede l'apertura di un confronto urgente con la Regione e gli Enti locali toscani per l'attuazione del nuovo Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, in cui si discuta anche dell'Opificio. E, infine, la risoluzione impegna il presidente Claudio Martini a riferire in Consiglio regionale sull'esito dell'incontro con il ministro. «La vicenda dell'Opificio delle Pietre dure sta particolarmente a cuore alla commissione perché è una realtà ben conosciuta nel corso delle audizioni sugli istituti di restauro della Toscana svolte qualche mese fa», ha detto la presidente della commissione regionale Cultura, Ambra Giorgi «La perdita di autonomia dell'Opificio sarebbe un danno all'immagine della Toscana e dell'Italia nel mondo - ha aggiunto la Giorgi -. Non ha proprio senso penalizzare le realtà di eccellenza che funzionano e sono ovunque rinomate». La Regione Toscana metta in campo «iniziative urgenti che impediscano la riorganizzazione dell'Opificio delle pietre dure«. Lo chiedono in un'interrogazione urgente i consiglieri regionali di An, Maurizio Bianconi e Giuliana Baudone. Il tema è la discussa ipotesi di un trasferimento a Roma delle competenze dirigenziali dell'Opificio di Firenze, con tanto di accorpamento entro un ombrello che raduni istituti affini. Una riorganizzazione, accusa An, che sfilerebbe da Firenze un istituto che è pianta di diamante pe l'arte del restauro e meta formativa ambita per restauratori di tutto il mondo. "L'Opificio delle pietre dure ricordano Baudone e Bianconi nella loro interrogazione nasce per volere di Ferdinando I dei Medici, nel 1558 trasformandosi col tempo in Istituto di restauro e ricerca scientifica di opere d'arte altamente specializzato, riconosciuto non solo a livello nazionale ma anche mondiale. L'Opificio delle pietre Dure di Firenze è un Istituto autonomo del ministero dei Beni culturali". «Purtroppo - proseguono i due esponenti di An - si è evinta dalla stampa la volontà del governo nazionale di accorpare l'istituto dell'Opificio fiorentino con quello romano e altri, sotto un unico dirigente che risiederà ovviamente a Roma, con la conseguenza di perdere la funzionalità dell'Opificio fiorentino». Per questo Baudone e Bianconi chiedono di sapere «quali iniziative urgenti intenda assumere la giunta regionale al fine di impedire la riorganizzazione dell'Opificio delle pietre dure».