Roma. Il favore dei media e l'arcinota capacità comunicativa di Walter Veltroni dalle parti nostre non falliscono mai. Ma, a quanto pare, ancora non arrivano oltreoceano. A testimoniarlo un articolo del New Times che bolla come «un flop» la teca dell'Ara Pacis, firmata dall'architetto americano Richard Meier. La stroncatura arriva proprio all'indomani dell'ennesima passerella del sindaco davanti all'opera, ironicamente definita «pompa di benzina». Giusto sabato, infatti, il primo cittadino della Capitale era tornato a tagliare un nastro davanti alla teca, stavolta per i primi sbuffi d'acqua della fontana che sorge sul piazzale antistante l'opera che è ««assurdamente sovrascala» per il NYT. «Sembra scrive il critico Nicolai Ouroussoff indifferente alla nuda bellezza del tessuto denso e ricco della città che le sta intorno». Questa «insensibilità», secondo il recensore, tende a rinforzare il cliché secondo cui tutta l'architettura contemporanea è espressione della presunzione dell'architetto. L'edificio è destinato a portare acqua al mulino dei conservatori dell'architettura che sostengono che la città eterna non abbia spazio per opere nuove e coraggiose». Ma la cosa che fa davvero arrabbiare il quotidiano statunitense è il modo in cui Meier ha trattato le chiese di San Rocco e di San Girolamo dei Croati. «Dalla strada si legge sul NYT il muro di travertino taglia in due le chiese, così si perde l'effetto di scorgerle come tesori nascosti». Di per sé l'articolo non aggiunge nulla alle numerose bocciature al monumento sollevate da tempo in Italia e il deputato di An Fabio Rampelli sottolinea che il pezzo non è altro che «l'epitaffio sulla nuova teca contenente l'Ara Pacis voluta da Veltroni e Rutelli». Rampelli ricorda, infatti, che critiche feroci furono già espresse dal britannico Daily Telegraph, con un pezzo nel quale Brian Hanson (il consigliere di Carlo d'nghilterra) sollecitava il principe a intervenire contro la "pompa di benzina". Sono seguiti i dissensi di intellettuali e docenti universitari: Giorgio Muratore, Walter Bordini, Federico Zeri, Leon Krier, Renato Nicolini, Vittorio Sgarbi, Mario Luzi, Antonio Tamburrino, Giuseppe Strappa, Massimiliano Fuksas, Alberto Arbasino, Cristiano Rosponi, Maurice Culot, Gabriele Tagliaventi, Orazio Campo. «Il fatto che il sindaco, di fronte a tali e tante autorevoli perplessità aggiunge Rampelli non trovi niente di meglio da fare che lanciare insultanti anatemi, come l'accusa di "sventurati" contro gli esponenti di An, è sintomo del clima da "regime" che si respira nella Roma veltroniana. La verità è che avevamo ragione noi. Si tratta di un'opera brutta, distruttiva e autoreferenziale. Veltroni e Rutelli pensavano che con l'architetto di grido ci si potesse guadagnare l'ammirazione internazionale. Oggi conclude abbiamo la conferma del contrario: d'internazionale c'è solo la figuracela». Parere condiviso anche dal senatore di An, Andrea Augello, che però aggiunge: «II fatto strano è che non un solo giornale della Capitale abbia avuto il coraggio di ospitare un punto di vista non suggerito dal sindaco su questa bravata monumentale compiuta dalla sinistra. Ancora ieri aggiunge Augello i titoli erano tutti per Veltroni che definiva sventurati tutti coloro i quali si erano espressi in maniera critica contro l'operato dell'amministrazione e dell'architetto. É giunto il momento di chiedersi conclude l'esponente di An se Roma non meriti un clima meno conformista, e soprattutto meno vigliacco, per poter tornare a discutere dei propri problemi e del proprio futuro con la necessaria libertà».
La teca è un flop. Parola dello sventurato New York Times
Il quotidiano statunitense New Times ha criticato la teca dell'Ara Pacis a Roma, firmata dall'architetto americano Richard Meier. Il critico Nicolai Ouroussoff ha definito l'opera "pompa di benzina" e ha affermato che il sindaco di Roma, Walter Veltroni, è insensibile alla bellezza della città. L'articolo è stato pubblicato all'indomani di una passerella del sindaco davanti all'opera. Il deputato di An, Fabio Rampelli, ha sottolineato che il pezzo non è altro che l'epitaffio sulla nuova teca contenente l'Ara Pacis voluta da Veltroni e Rutelli. Rampelli ha anche criticato il clima conformista e vigliacco che regna a Roma.
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