Barani chiede il risarcimento danni per il Malnido Quando Dante vedeva dalla sua camera nel castello di Villafranca «vapor di Val di Magra» che era «di torbidi nuvoli involuto» non poteva immaginare che con gli anni quell'umidità si sarebbe impossessata delle mura del Malnido fino a farlo crollare, complice anche la ferrovia costruita nelle vicinanze. Una goccia dopo l'altra le infiltrazioni si sono appropriate del maniero. Poi, una domenica di due settimane fa, 5 metri quadri di pietra si sono schiantati a terra. Gli studi sui danni subiti dalla fortezza, nell'ultimo cedimento, hanno quantificato le ferite della struttura e ad accertare che l'area caduta sotto il peso del tempo e delle piogge centenarie è proprio quella dove dimorò il sommo poeta. Alighieri venne in visita in Lunigiana giusto 700 anni fa: i primi di ottobre si celebrerà il suo viaggio in queste terre. Dalla finestra dell'ala distrutta del castello lo scrittore fiorentino trasse ispirazione per il XXIV canto dell'Inferno, dove in una terzina si ricorda il clima talvolta nebbioso della zona. Parole che sette secoli più tardi sono ricordate con nostalgia dal sindaco di Villafranca, Lucio Barani. Ieri mattina anche per fare i conti con la storia il primo cittadino ha avuto un incontro in Provincia, a Massa. E' da tempo che lui segnala la situazione di pericolo e di abbandono in cui versa ormai la fortezza. E oggi sarà a Roma per raccontare di nuovo la storia di questo gioiello e per chiedere 3 milioni di euro (più Iva) al ministero dell'Ambiente. «I soldi serviranno per ristabilire la sicurezza nel Malnido spiega l'onorevole Barani e per ripristinare, anche se in minima parte, il suo valore culturale». Il presidio, che all'inizio del XII secolo era già una realtà per la vallata, fu sede della famiglia Malaspina. Poi, nel XV secolo, passò agli Sforza. Una proprietà dopo l'altra, fino a raggiungere un'età plurisecolare che lo ha esposto all'usura del tempo e al rischio idrogeologico. I primi a soccorrere le mura ferite qualche giorno fa sono stati i vigili del fuoco di Aulla aiutati poi nel lavoro dagli esperti del Comune. «Dalla relazione dei tecnici racconta il sindaco si è scoperto che la responsabilità della caduta, oltre che delle infiltrazioni d'acqua, è della vicina ferrovia. A pochi metri di distanza infatti è stato costruito il tratto che congiunge Parma a Spezia. Il passaggio dei treni causa ogni giorno microsismi che si ripercuotono sull'antico presidio. Per questo il nostro avvocato sta preparando un esposto per intentare una causa civile contro Trenitalia e Rete ferroviaria italiana. A loro chiederemo i danni di tale scempio».
Villafranca. Crolla il castello dì Dante.
Il sindaco di Villafranca, Lucio Barani, ha richiesto il risarcimento dei danni per il Malnido, una fortezza medievale che è crollata a causa delle infiltrazioni d'acqua e delle microsismi causati dalla vicina ferrovia. La fortezza, che fu sede della famiglia Malaspina e poi degli Sforza, è stata costruita nel XII secolo e ha subito diversi danni nel corso degli anni. I tecnici hanno scoperto che la responsabilità della caduta è stata anche della ferrovia, che causa microsismi che si ripercuotono sull'antico presidio.
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