Il quotidiano americano contro l'opera progettata dall'architetto Richard Meier II New York Times stronca come «un flop» il contenitore in travertino progettato da Richard Meier per l'Ara Pacis. L'edificio «è l'espressione contemporanea di ciò che può accadere quando un architetto feticizza il suo stile per autoesaltarsi», si legge nell'articolo pubblicato ieri sul quotidiano newyorkese, in cui vengono salvati solo alcuni elementi della struttura che ospita il monumento voluto da Augusto nel 13a.C. per commemorare le vittorie riportate in Spagna e in Gallia meridionale. «L'opera è assurdamente sproporzionata, sembra indifferente alla nuda bellezza del tessuto denso e ricco della città che le sta intorno». Tale «insensibilità tende a rinforzare il cliché secondo cui tutta l'architettura contemporanea è espressione della presunzione dell'architetto. L'edificio è destinato a portare acqua al mulino dei conservatori dell'architettura che sostengono che la città eterna non abbia spazio per opere nuove e coraggiose». Ma la cosa che fa davvero arrabbiare il recensore, Nicolai Ouroussoff è il modo in cui Meier ha trattato le due chiese, San Rocco e San Girolamo dei Croati, all'estremità della piazza. «Dalla strada, il muro di travertino taglia in due le chiese, così si perde l'effetto di scorgerle come tesori nascosti», afferma. L'articolo è stato commentato ieri dal deputato Fabio Rampelli e dal senatore Andrea Augello, entrambi di An, che lo considerano «l'epitaffio sulla nuova teca voluta da Veltroni eRutelli e ricorda come già nell'aprile del 2001 l'opera conquistò le attenzioni del britannico Daily Telegraph con un pezzo in cui Brian Hanson, consigliere di Carlo d'Inghilterra, sollecitava il principe a intervenire contro la «pompa di benzina» di Meier.