Il comandante del Nucleo di tutela del patrimonio culturale di Monza, per anni a Chiavenna: «In provincia molti gioielli nascosti» Quadri e sculture, tesoro per i ladri in valle Il capitano Ilari: «Quello delle opere d'arte rubate è il secondo mercato illegale in Lombardia dopo la droga» Un lavoro importante quello compiuto dal capitano Andrea Ilari, comandante del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale di Monza, nel ritrovamento di opere di grande valore artistico trafugate negli anni scorsi dalle chiese valtellinesi. Lavoro di cui il Comandante ha dato conto durante la serata inaugurale della mostra "Recuperi e restituzioni. Tesori nascosti dal territorio" parlando al folto pubblico presente dell'attività del suo Nucleo, forte di 14 uomini, che ha il controllo di tutta la regione Lombardia. «Non siamo in molti ha detto però possiamo contare sulla collaborazione di tutte le forze dell'ordine che operano sul territorio e ai valichi di frontiera. Per la verità la maggior parte del commercio frontaliero dei beni artistici non avviene, però, attraverso le dogane della provincia di Sondrio, bensì attraverso le dogane aeroportuali dove può essere più facile far transitare vecchie e preziose tele arrotolate e ben confezionate facendole passare per banali stampe. Sotto il profilo, invece, della prevenzione il nostro lavoro si impernia fortemente sulla collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano». Ilari ha fornito le dimensioni del traffico illegale di opere d'arte: «Tale mercato ha detto è secondo per movimentazione economica solo a quello della droga e dalla Lombardia passa l'80 delle opere trafugate. Molte emigrano, altrettante rimangono in zona se solo si considera il numero notevole di recuperi effettuati presso imprenditori lombardi. Non dimentichiamoci che il bene culturale è un bene di lusso che trova mercato fra persone abbienti avvezze a rifornirsi presso uno dei mercati antiquariali illegali più importanti che si trova nel bresciano, ma molte sono anche le sculture lignee che prendono la strada del Trentino Alto Adige dove la cultura lignea fra le popolazioni di lingua tedesca è assai diffusa e dove non è raro ritrovarle in vendita, soprattutto i Bambinelli, presso i tradizionali mercatini natalizi». «La nostra provincia ha aggiunto Ilari che ha guidato anche la compagnia di Chiavenna è particolarmente appetibile per i professionisti del furto che vi trovano materiale interessante perché abbiamo molti tesori nascosti. Pensiamo alle colonnine dorate asportate dall'altare della chiesa di Caspano: venivano rivendute sul mercato a 10-15mila euro l'una». E, dato che prevenire è sempre meglio che curare, Ilari si appella a parroci, istituzioni, gente comune perché vigilino e segnalino. Di questo argomento, peraltro, il comandante riferirà ancora in un incontro che si terrà il 9 novembre, al Museo di Storia e Arte a Sondrio.
Chiavenna: In provincia molti gioielli nascosti
Il comandante del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale di Monza, Andrea Ilari, ha parlato di un lavoro importante compiuto dal suo nucleo nel ritrovamento di opere d'arte trafugate dalle chiese valtellinesi. Il lavoro è stato possibile grazie alla collaborazione di tutte le forze dell'ordine e alle dogane. Ilari ha detto che il mercato illegale di opere d'arte è il secondo più importante in Lombardia, dopo quello della droga. Le opere d'arte trafugate vengono spesso vendute su mercati antiquari e online.
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