La bellezza salverà l'Italia. Tradizione, educazione, passione, abilità era il titolo dell'impegnativo e affollato convegno di ieri pomeriggio a Villa Olmo promosso dalla Compagnia delle Opere di Como e Sondrio. E i relatori, in primis il critico e assessore alla Cultura di Milano Vittorio Sgarbi e lo stilista di fama mondiale Santo Versace, fratello del compianto Gianni Versace, hanno ribaltato il problema, lanciando a gran voce, e pressoché all'unisono, un grido d'allarme che ha la potenza di un manifesto. «L'Italia deve salvare la bellezza», ha tuonato Sgarbi, scagliandosi, invocando una nuova «etica dell'estetica» e promuovendo al contempo, parlando di fronte a una platea in gran parte di amministratori e imprenditori - un incrocio tra «capitalismo virtuoso e tutela dei beni culturali», contro l'ignoranza di «politici, amministratori e architetti» che minacciano, a suo dire, importanti vestigia del passato, simboli di civiltà da proteggere. E a modello positivo di un'epoca nuova basata sulla responsabilità, ha citato l'attività del Fai, presente anche sul Lario con Villa Balbianello di Lenno. Gli ha fatto eco Santo Versace, voce già molto nota ai comaschi grazie alle frequenti apparizioni a convegni e dibattiti sul tema del rapporto tra sviluppo e cultura. «La politica dia il buon esempio per cambiare le cose e salvare la bellezza di cui l'Italia è culla - ha detto - Se anche grazie alla moda, che è una delle massime espressioni della libertà, l'Italia ha potuto cambiare la propria immagine nel mondo - nel 1977 il settimanale tedesco 'Der Spiegel' ci disegnò come la patria di spaghetti e 'P38' - ora tocca a ciascun cittadino impegnarsi per far fruttare i propri talenti nella comunità secondo dettami sempre validi, e a maggior ragione oggi, che si chiamano legalità, meritocrazia ed educazione». Il presidente della Cdo di Como e Sondrio Attilio Briccola, supportato dall'intervento dell'imprenditore Giuseppe Angelico, ha rimarcato infine la necessità di recuperare il senso forte del 'saper fare' tutto italiano che ha reso celebre il nostro Paese nel mondo, un valore aggiunto che è parte della nostra identità. L.M.