'Caso' Opificio. «Non c'è stato nessun dietrofront dopo l'incontro tra il soprintendente Cristina Acidini e i sottosegretario ai Beni culturali Andrea Marcucci: quello che si sta preparando per Firenze è uno scippo in piena regola». Alza i toni (e la voce) il senatore di FI, Paolo Amato, membro della Commissione cultura di Palazzo Madama, parlando della prospettiva ministeriale di privare l'Opificio di Firenze della sua autonomia. «Il piano Proietti dice il senatore, riferendosi al responsabile del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e la riorganizzazione del ministero va avanti malgrado l'interini concesso all'attuale soprintendente». «Non solo aggiunge Amato il piano va avanti e Proietti arriva anche a fare una proposta indecente: quella di mettere in alternativa la soprintendenza dell'Opificio con quella per la Biblioteca Nazionale». Ciò che indigna maggiormente il senatore di Forza Italia «è che tutto questo avvenga nel silenzio più assordante da parte del sindaco e dei rappresentanti della cultura sottolinea Amato . Ma dove sono finiti quelli che avevano partecipato alla fiaccolata fiorentina contro Ì presunti tagli alla cultura del governo Berlusconi?». Sulla vicenda Opificio delle Pietre Dure, una delle istituzioni fiorentine di eccellenza, punto di riferimento internazionale per il restauro, la ricerca e la formazione, Amato presenterà un'interrogazione parlamentare. Ma la questione viene sollevata da Forza Italia anche a livello locale con una interrogazione al presidente della Regione firmata da Stefania Fuscagni e una al sindaco, a firma del consigliere comunale Enrico Bosi. «Voglio capire dal ministro Ruttili che idea ha del rapporto tra la capitale e città come Firenze e Venezia tuona Amato , perché se 1' idea è quella di portare tutto a Roma, dall'Opifico di Firenze alla mostra del cinema, noi non ci stiamo». Dal canto suo Stefania Fuscagni, consigliere regionale di FI, vede nel progetto ministeriale «di accentramento delle competenze nella capitale» un «disegno spartitorio tra i Ds che detengono tutto il potere locale e la Margherita ». Ma in tutto questo - il senatore Amato e la consi-gliera Fuscagni osservano concordemente - chi ci perde è Firenze, «ci perde sia dal punto di vista dell'immagine sia dell'economia sia dei posti di lavoro». Dal prossimo 2 ottobre si prospetta inoltre la completa paralisi delle biblioteche Nazionale e Marucelliana, in quanto termina l'incarico affidato ai 24 obiettori. Si annunciano tempi duri...