Interim all'Acidini fino alla Finanziaria, poi i fondi per l'Istituto andranno alla Biblioteca Ha un retrogusto amarissimo la soluzione che Giuseppe Proietti - capo del Dipartimento per la Ricerca, l'innovazione e l'organizzazione del Ministero per i Beni e le attività culturali - sta prospettando per l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. In linea con la volontà di riorganizzare te funzionalità del ministero riducendo le spese, Proietti ha pensato di «legare» il destino dell'istituto di restauro fiorentino a quello della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Secondo Proietti l'Opificio, infatti, perderà in tutte le maniere la figura del dirigente e le risorse risparmiate saranno utilizzate, dice Proietti, «per conferire lo status di autonomia alla Biblioteca Nazionale». In pratica l'attuale direttrice Ida Antonia Fontana avrebbe gli stessi poteri di un soprintendente a capo di un polo museale (ce ne sono 6 in Italia), ma lo Stato non tirerebbe fuori un euro in più. Siamo di fronte a una sorta di mors tua vita mea culturale, tutta fiorentina. Nella mattinata di ieri, effettivamente, si era diffusa la notizia deì dietrofront del ministero sull'Opifìcio - con l'attuale soprintendente Cristina Acidini che praticamente rimaneva al timone dell'ente però assumendone l'interim - che aveva fatto supporre la possibilità di tener fuori l'Opificio dal progetto di creazione dell'Istituto Superiore del Restauro «targato» Proietti. Invece Giuseppe Proietti ha chiarito che il progetto non solo va avanti, ma se per l'Opificio si delineasse l'esclusione dalla «federazione del restauro», come l'ha battezzata il capo dipartimento, assisteremmo a una «marginalizzazione dell'ente fiorentino». Ci vorranno dei mesi, ma prima o poi una decisione definitiva sarà assunta. E in tutti i casi non sarà indolore. «Noi stiamo per ridurre il numero dei dirigenti del ministero, con un risparmio del 10,38 per cento della spesa - ha detto Proietti -. Questa trasformazione avverrà nell'ambito della legge finanziaria 2007. Solo dopo che questa sarà approvata il progetto comincerà ad essere attuato, e solo allora il ministro Rutelli deciderà se l'Opificio farà parte dell'Istituto Superiore del Restauro o se resterà fuori. In entrambe i casi, a guidarlo, non ci sarà più un dirigente. Rispetto a ora - ha proseguito Proietti - l'unica differenza sarà il cambiamento dello status del direttore: non sarà più un dirigente, ma un funzionario. Per il resto non cambierà niente, se non il fatto che solo l'Istituto Superiore del Restauro potrà emettere certificazioni su materiali e metodologie». Come si può comprendere dalle parole del capo dipartimento, la figura del dirigente dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze non esiste più e, di fato, l'ente è già stato declassato. Se non nella forma, nella sostanza Le «certificazioni» su materiali e metodologie di cui parla Proietti, fino a ora non l'ha emesse nessuno, né l'Opificio, né l'ICR di Roma Per quanto riguarda l'istituto fiorentino, una volta sperimentata una metodologia o l'utilizzo di un determinato materiale, veniva pubblicato sull'annuario OPD Restauro che, guarda caso, sta per compiere vent'anni. Una volta scritta, la notizia veniva accettata dal mondo dell'arte e del restauro e quello è sempre stato equipollente a una vera e propria certificazione. Non solo: rispetto all' ICR di Roma, più proteso verso l'insegnamento, l'Opificio ha pubblicato molto di più.. Ora tutto questo rischia di scomparire e se non è declassamento questo... Come se non bastasse, nell'ambito dell'innovazione del ministero, Proietti è deciso a razionalizzare l'operatività ministeriale, spostando in aree del paese a più bassa occupazione (e grazie alle opportunità offerte dalla telematica] i servizi amministrativi dei vari istituti. Ad esempio i compiti degli uffici del personale non saranno più svolti in loco, ma in luoghi distanti anche 700800 chilometri: «il primo novembre inizierà un progetto sperimentale per alcuni servìzi della gestione» ha annunciato Proietti. Purtroppo all'Opificio hanno necessità più primordiali: più soldi per le bollette del telefono e per la benzina, quando sono in programma i sopralluoghi. Purtroppo a chi avanza richieste del genere, il capo dipartimento risponde che la nuova finanziaria taglierà su tutti i fronti e che l'ammontare delle risorse finanziarie non" sono di sua competenza. Il declassamento dell' Opificio invece sì, quella è tutta opera sua