«Che iniziative intende assumere il ministero dei Beni Culturali sul caso dell'Opificio delle Pietre Dure?». È quanto chiede, in un'interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro Francesco Rutelli. il deputato di Alleanza Nazionale Riccardo Migliori. «La città di Firenze - ha scritto l'onorevole di centrodestra - aveva salutato con stupito entusiasmo le numerose visite riservatele dal neo ministro Rutelli, presumendo un nuovo interesse per l'innegabile ruolo del capoluogo toscano come capitale culturale della nazione. Nei giorni scorsi, come prime evidenti risultanze di tali visite sono emerse le notizie dello spostamento a Roma della direzione dell'Opificio delle Pietre Dure e della drammatica situazione della Biblioteca Nazionale di Firenze. Quali iniziative - si chiede allora l'onorevole Migliori - prenderà il ministro, e sono in calendario prossime visite fiorentine?». Dal canto suo, il consigliere comunale di An Giovanni Donzelli lancia invece un appello affinché «sindaco e giunta tutelino l'integrità e l'autonomia dell'Opificio delle Pietre Dure. La struttura - scrive Donzelli in una risoluzione - è al centro delle attenzioni internazionali per capacità ed efficienza: i suoi tecnici sono tenuti in grandissima considerazione in tutto il mondo, tanto che da ogni nazione si rivolgono all'Opificio per risolvere problemi di recupero artistico. L'eventuale perdita di competenze e autonomia dell'Opificio sarebbe sconcertante: per Firenze è fondamentale mantenere uno stretto rapporto tra la città e l'istituto di restauro. Tale scelta sarebbe peraltro stata presa senza alcun coinvolgimento delle istituzioni fiorentine e dei vertici dell'Opificio». Un'interrogazione «per conoscere quali iniziative intende intraprendere l'amministrazione comunale per impedire l'annunciata incorporazione dell'Opificio in un'altra nuova realtà istituzionale» è stata invece presentata dal consigliere di Forza Italia Enrico Bosi, secondo cui «la riorganizzazione dell'istituto va a intaccare la natura stessa dell'Opificio compromettendone l'incidenza operativa e la centralità internazionale. L'istituto - ha rilevato Bosi - pur avendo la sua base operativa a Firenze, è già pienamente inserito nel contesto internazionale del restauro ed è apprezzato proprio per le sue caratteristiche di alta competenza e capacità».