Salvatore Settis ha ragione («II papiro risponderà», Repubblica di ieri). La prova di come riesca difficile discutere problemi tecnici attraverso i giornali è proprio nella sua incursione nel greco quando mi segnala l'ovvio: che cioè in Platone ricorra il participio ho tychon più sostantivo. Purtroppo nel papiro c'è ho tychon più altro participio. A ben vedere però, l'iniziativa di discutere attraverso i quotidiani del claudicante papiro di Artemidoro non è mia, ma di Settis. Il lavoro di analisi io l'ho affidato ad una «pubblicazione scientifica» («Quaderni di storia» nr. 64). La maraviglia per il fiorire di studi che possono precedere la cosiddetta edizione ufficiale di un testo nuovo (ma reso integralmente noto attraverso un lancio mediatico senza precedenti) è difficile da intendere. Ho ricevuto in questi giorni l'edizione ufficiale del papiro di Derveni. Nella parte bibliografica del volume che occupa sei pagine appaiono già disponibili dal 2002 titoli come An interim Text (Janko). Si continuerà dunque a studiare questo «Artemidoro», del quale, oltretutto, ho appreso che sono state distribuite trascrizioni a studiosi di cui giustamente si è richiesto il parere. Anch'io penso che parlerà il papiro, anche se parlerà un greco alquanto strano. Mi aspettavo un ringraziamento per aver fornito contributi concreti. Comunque, al di là della vivacità dei toni, mi considero ringraziato in modo sui generis proprio per l'impegno con cui si è cercato di affrontare, ovviamente un po' in fretta, i «macigni» che ho additato.
Papiro di Artemidoro: il Greco Strano di Artemidoro
Salvatore Settis ha scritto un articolo in cui discute un papiro antico di nome Artemidoro. Settis sostiene che il papiro è difficile da discutere a causa di problemi tecnici, come la presenza di participi greco. Tuttavia, Settis afferma che il lavoro di analisi è stato affidato a una pubblicazione scientifica e non è stato lui a lanciare l'attenzione mediatica sul papiro. Settis ha ricevuto l'edizione ufficiale del papiro e afferma che sarà continuato lo studio del testo, che è già stato reso noto attraverso trascrizioni distribuite a studiosi. Settis si sente ringraziato per i contributi concreti e per l'impegno con cui è stato affrontato il problema del papiro.
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