«Giù le mani dall' Opificio delle Pietre Dure». Questo il messaggio della Cna di Firenze (Confederazione nazionale artigianato e piccola impresa) che considera «un'ipotesi da scongiurare in partenza», quella di accorpare il prestigioso istituto fiorentino ad altri centri di restauro «sotto un' unica direzione romana», come annunciato da Giuseppe Proietti, uomo-chiave del ministero per i Beni culturali, in quanto ora regge tutti e quattro i Dipartimenti. L'ipotesi formulata dal dicastero retto da Francesco Rutelli, è quella di riunire sotto una direzione centrale alcuni istituti italiani: oltre all'Opd, ci sarebbero l'Istituto Centrale del restauro di Roma, quello di Patologia del libro e il Centro di fotoriproduzione. Secondo la Cna di Firenze «pone l'Opificio sotto una direzione romana sarebbe un danno per la città». Scettico verso il progetto di accorpamento anche il Coordinamento nazionale Uil per i Beni culturali, che chiede al ministro Rutelli «di fare chiarezza su alcuni punti della proposta» e insiste sulla «necessità di elevare a rango superiore gli istituti in questione e le relative scuole, riconoscendo loro maggior autonomia dal punto di vista tecnico, scientifico, amministrativo e finanziario». «Se c'è una istituzione che andrebbe potenziata e resa autonoma è il restauro», sottolinea il segretario generale Uil Beni e attività culturali, Gianfranco Cerasoli. «E' giusta e non contestabile in linea di principio l'idea di creare un coordinamento nazionale degli istituti di restauro per facilitare la collaborazione e l'ottimizzazione delle risorse, ma non è necessario il declassamento dei singoli istituti - il commento del presidente della Toscana Claudio Martini - Sarebbe un serio errore ridurre competenze e autonomia dell'Opificio di Firenze per centralizzare tutte le decisioni a Roma». «L'Opificio è nato a Firenze nel 1588 ed è una ricca eredità che lo Stato ha ricevuto dal Granducato di Toscana spiega Martini . Nel corso degli anni, grazie alle scelte effettuate da una direzione saggia e lungimirante, l'Opificio ha raggiunto l'apice del settore divenendo il leader mondiale nel restauro non soltanto di antichi marmi e pitture, ma anche di tessuti e bronzi, come dimostra l'ultimo eccellente lavoro effettuato sul Bronzo di Lussino». «Se l'istituto non avrà più una propria e autonoma direzione conclude il presidente della Regione, Claudio Martini portare avanti questa linea di innovazione e eccellenza sarà molto più difficile. Sono certo che il ministro Francesco Rutelli aprirà presto un confronto con gli enti locali, così come prevedono la riforma della Costituzione e il nuovo Codice per i Beni culturali».
Giù le mani dall'Opificio Battaglia per l'autonomia
La Cna di Firenze ha espresso preoccupazione per un'ipotesi di accorpamento dell'Opificio delle Pietre Dure a Roma sotto una direzione centrale. Il ministero per i Beni culturali ha annunciato di voler riunire alcuni istituti italiani, tra cui l'Opd, sotto una direzione romana. La Cna di Firenze considera questa ipotesi come un danno per la città. Il Coordinamento nazionale Uil per i Beni culturali ha chiesto al ministro Rutelli di fare chiarezza su alcuni punti della proposta. Il presidente della Toscana Claudio Martini ha espresso preoccupazione per il declassamento dell'Opificio di Firenze e ha sottolineato l'importanza della sua autonomia.
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