Gli Stati generali dell'editoria si sono chiusi con l'intervento del vicepresidente del consiglio Rutelli che ha promesso, anche come ministro per i beni e le attività culturali, una legge per il libro entro la fine della legislatura, «vista la significativa convergenza tra esponenti della maggioranza e dell'opposizione». Non solo, Rutelli si è impegnato anche a riproporre la legge sul diritto di prestito, «sinora non accolto per problemi di finanze pubbliche, ma che sarebbe grave rendere operativo solo dopo una sanzione comunitaria». Che cos'è? E' l'idea di far pagare i libri in prestito nelle biblioteche, con il pretesto di remunerare gli autori - idea stabilita da una direttiva dell'Unione europea. Dario Fo sulle pagine di "Liberazione" del 5 marzo 2005 (c'era il governo Berlusconi) la definì «un degrado totale della nostra cultura, soprattutto se consideriamo come sono nate le grandi biblioteche del tempo più antico e l'enorme importanza che hanno avuto». Gli editori si difendono dicendo che le entrate servirebbero alla promozione della lettura.
Editori fan del mercato Rutelli: libri in prestito, a pagamento
Gli Stati generali dell'editoria si sono chiusi con l'intervento del vicepresidente del consiglio Rutelli che ha promesso, anche come ministro per i beni e le attività culturali, una legge per il libro entro la fine della legislatura, vista la significativa convergenza tra esponenti della maggioranza e dell'opposizione. Non solo, Rutelli si è impegnato anche a riproporre la legge sul diritto di prestito, sinora non accolto per problemi di finanze pubbliche, ma che sarebbe grave rendere operativo solo dopo una sanzione comunitaria. Che cos'è? E' l'idea di far pagare i libri in prestito nelle biblioteche, con il pretesto di remunerare gli autori - idea stabilita da una direttiva dell'Unione europea. Dario Fo sulle pagine di "Liberazione" del 5 marzo 2005 (c'era il governo Berlusconi) la definì un degrado totale della nostra cultura, soprattutto se consideriamo come sono nate le grandi biblioteche del tempo più antico e l'enorme importanza che hanno avuto. Gli editori si difendono dicendo che le entrate servirebbero alla promozione della lettura.
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