A dieci giorni dall'approvazione della Legge Finanziaria, il ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli punta i riflettori sulla questione degli archivi e delle biblioteche con la visita di questa mattina all'Archivio Centrale dello Stato. "Fa notizia la difficoltà di tenere aperto il Cenacolo di sera, ma non fanno notizia le difficoltà, ormai insostenibili, in cui si dibattono archivi e biblioteche", ha dichiarato il vice presidente del Consiglio al termine della visita. "Oggi sono qui per ricordare che queste istituzioni, che rappresentano i veri presidi della cultura, sono davvero a rischio e vivono con fatica insostenibile la gestione quotidiana - ha proseguito il ministro Rutelli - Per questo, ci stiamo battendo perchè la Finanzaria vada incontro ad archivi e biblioteche che hanno bisogno di maggiori risorse, maggiore personale e di riaprire i concorsi. Se siamo stati costretti ad accorpare archivi e biblioteche per ridurre i costi, l'obiettivo è ora quello di ripristinare la distinzione". Il ministro non andrà incontro, invece, al progetto dell'Archivio della Presidenza del Consiglio: "Non è certo questa una delle priorità dell'attuale Governo e non è stata una scelta razionale da parte del Governo precedente". Accompagnato da Maurizio Fallaci, direttore generale dei Beni Archivisticì, e da Aldo Giovanni Ricci, sovrintendente dell'Archivio Centrale dello Stato, il ministro Rutelli ha visitato l'edificio a partire dalla Stanza del Sovrintendente, in cui troneggia il quadro "Cerimonia per la collocazione della prima pietra della Galleria Vittorio Emanuele di Milano" di Domenico Induno, fino alla Sala Studio, la Sala Conferenze e la sede espositiva che ospita la mostra di Bertina Lopes. Qui, l'artista ha mostrato al ministro le sue opere accompagnata dall'ambasciatore del Mozambico. "Bertina Lopes - ha commentato il ministro Rutelli - è una donna che viene da un paese giovane e che ha una lunga, stupefacente esperienza E' cittadina italiana e africana al tempo stesso, anche se porta nel cuore una terra meravigliosa che l'Italia considera amica: il Mozambico". Nel corso della visita, il sovrintendente Aldo Giovanni Ricci ha mostrato al ministro un filmato sulla struttura, le attività e i tesori dell'Archivio Centrale di Stato dal verbale dei primo Consiglio dei Ministri voluto da Cavour all'originale della prima Legge d'Italia e quella che, nel 1875, istituisce l'Archivio: dalla dichiarazione di Mussolini sulla razza del 1938 al decreto legislativo a firma di De Gasperi che approva, nel 1948 il nuovo simbolo dello Stato, dal Casellario Politico (che contiene anche il fascicolo e la sentenza di condanna a Pertini) all'originale del telegramma spedito da Garibaldi con la celebre risposta: "Obbedisco". L'Archivio Centrale dello Stato conserva, inoltre, il carteggio Mussolini-D'Annunzio, l'Archivio De Filippo, marchi e brevetti e i disegni dell'ascensore del Vittoriano dei primi del Novecento, "in cui un giorno rimase chiuso Ciampi - ha raccontato il ministro Rutelli - per questo adesso conserveremo il vecchio ascensore, ma senza usarlo. Al suo posto il pubblico potrà usufruire di due nuovi ascensori". Passando in rassegna le mostre organizzate dall'Archivio Centrale, il ministro Rutelli si è soffermato sulla mostra "The dream", allestita presso l'Archivio quest'anno e dedicata al tema dell'emigrazione italiana verso l'America. Il ministro, in accordo con il sovrintendente e il direttore Fallaci, ha annunciato la possibilità di portare la mostra in America, presentando il progetto in occasione del suo viaggio negli Stati Uniti previsto a novembre.