ANCONA - La proposta delle Marche come "museo diffuso" parte da "uno dei luoghi più belli del mondo", ovvero Urbino. E l'idea è lanciare un concorso per il nuovo allestimento del Palazzo ducale, che sia una sfida di integrazione architettonica contemporanea in uno dei luoghi più belli del mondo. Ma anche promuovere i diversi siti artistici c storici che rientrano nel progetto del Museo diffuso delle Marche, porre mano alle carenze di personale a tutela dei luoghi storici e culturali del territorio regionale. Sono queste le proposte del vice premier e ministro per i beni culturali Francesco Rutelli, emerse nell'incontro ad Ancona con i vertici della Direzione regionale dei beni culturali e della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio. Oltre un'ora di colloquio, per stabilire le priorità di intervento e nuovi progetti di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico della regione e per conoscere dirigenti e dipendenti che ne salvaguardano la conservazione e la fruizione pubblica. "o ascoltato - ha detto al termine Rutelli - una lunga serie di doglianze sulle carenze di personale, dovute soprattutto a tagli di bilancio e a rigidità nelle assunzioni ministeriali". "Tra queste - ha aggiunto - il caso limite è rappresentato dalla biblioteca statale di Macerata, rimasta con solo quattro dipendenti, e costretta a chiudere nonostante i 15 mila frequentatori annui che utilizzavano la struttura quando era aperta tutti i giorni della settimana e talvolta anche la sera". Il riallestimento di Palazzo ducale a Urbino, con un concorso affidato alla Direzione regionale e alla sovrintendenza, dovrà risolvere anche i problemi di climatizzazione, impiantistica e messa in sicurezza dell'interno edificio. Al direttore regionale dei beni culturali Mario Lolli Ghetti e al soprintendente per i beni architettonici e il paesaggio delle Marche Giangiacomo Martines, sarà anche affidata - ha annunciato il ministro - l'elaborazione del progetto per il Museo diffuso da realizzare in collaborazione con la Regione Marche. Per lanciare questo programma, ha detto Lolli Ghetti, si potrebbe partire da una grande mostra che abbini ad itinerari proposti per via informatica sui siti più suggestivi della regione una selezione delle opere d'arte che questi contengono per invogliare il visitatore a scoprirli. Ciò dopo aver messo a punto un programma di valorizzazione delle diverse attrattive culturali, migliorandone la capacità di accoglienza e stipulando convenzioni per il trasporto e l'utilizzo di un biglietto unico per diverse strutture museali.