Ledda (Legacoop) scrive ad Adamo sui beni culturali. L'assessore risponde rassicurandolo CATANZARO. "È da considerare che dal museo, al sito archeologico, i resti di un convento, di un palazzo, di un archivio sino al paesaggio, sono elementi che permettono di riconoscere il valore dell'identità di un luogo e dell'identità storica di una comunità che in quel luogo vive, pertanto queste differenze e specificità locali devono essere salvaguardate". A sostenerlo, in una lettera inviata all'assessore ai beni culturali della Regione Calabria, Nicola Adamo, è il responsabile regionale di Legacoop sociali della Calabria, Quirino Ledda. "In una ricerca sulla "Politica dei Beni Culturali in Italia" - spiega Ledda - si è giustamente considerato che fattori come l'aumento dei livelli di scolarità o la maggiore disponibilità di tempo libero contribuiscono ad aumentare la sensibilità collettiva per i problemi della conservazione delle memorie storiche ed a spingere in alto la domanda di fruizione. Dalla conservazione dei beni culturali si è passati dunque alla loro fruizione. Con lo spostamento nell'azione pubblica dalla pura e semplice tutela, cosa che in Calabria avviene troppo lentamente, a politiche di erogazione e di incentivi, inadeguati, si è scoperto che la difesa del patrimonio culturale non è solo prerogativa di una ristretta elite ma ha anche a che fare con le identità collettive locali. Inoltre si comprende sempre più che questi beni possono essere risorse da valorizzare, da promuovere per il turismo, per l'occupazione giovanile e per lo sviluppo di specifiche aree geografiche". "L'incidenza elevata di turisti - sostiene Ledda - avviene in molti casi per motivi culturali, questo non avviene certamente per la nostra Regione. A tale proposito intendiamo sottoporre alla sua attenzione i resti della Grancia di Santa Anna di Montauro che, dagli studi avvenuti sulla struttura architettonica, consentirebbero di riconoscere la presenza di una unità di conduzione agraria medievale sul tipo di quelle Cistercensi. Infatti, secondo la professoressa e studiosa, Emilia Zinzi, la presenza dei monaci cistercensi nel XII secolo portò in Calabria non solo una esperienza spirituale, ma anche forme organizzative di vita che incisero nelle comunità in cui si insediarono. Il Grancia di Santa Anna venne costruito nei casali di Gasperina e Montauro e servì anche per dare asilo cenobitico ai certosini anziani ed ammalati che non erano in condizione di vivere nell'eremo di San Bruno (Serra S. Bruno), essendo la conca di Montauro a 456 metri sul livello del mare. Le attuali strutture, sia pur integrate su strutture preesistenti mantengono un buon stato di conservazione, dispongono di un portale, varie Torri, bocche da fuoco, mure di dimensioni importanti, attorno strutture idrauliche che alimentavano due mulini, una grande vasca poligonale e strutture di conduzione dell'acqua a caduta per un terzo mulino, frantoi e casini. I mulini ancora oggi esistenti secondo gli studiosi compongono un raro sistema architettonico-ambientale di grande interesse storico culturale". "Si ritiene - conclude Ledda nella missiva - che lo stato dei resti con un progetto unitario del bene potrebbe avere un buon recupero conservativo e funzionale. Riteniamo che il contributo di Emilia Zinzi, frutto di anni di lavoro e di ricerca, meriti non solo i riconoscimenti che in vita ha avuto dagli studiosi e cultori del mondo Cistercense e di storia medioevale, ma anche della Regione Calabria recuperando questa struttura che rappresenta l'unica testimonianza rimasta nella provincia di Catanzaro della teologia di San Bernardo". "È intenzione della Regione restituire ai siti archeologici, disseminati nei centri minori e nelle città importanti della Calabria, la dignità di luoghi della memoria, della passione e dell'arte. Ribadisco che la Giunta vuole porre queste emergenze storiche, caratteristiche peculiari del paesaggio calabrese, al centro di un'azione sistematica che punta alla salvaguardia e al loro pieno recupero". È quanto afferma il vicepresidente e assessore ai Beni Culturali, Nicola Adamo, in una nota di risposta alla lettera di Quirino Ledda, responsabile regionale di Legacoop sociali. "Per quanto mi riguarda - ha aggiunto Adamo - posso rassicurare Ledda che la politica della Regione in tema di Beni Culturali si sta snodando lungo l'asse strategico che prevede investimenti sui siti archeologici, sui castelli e sui centri storici. Vogliamo costruire attorno al nostro patrimonio storico, archeologico e culturale un'offerta eccellente e fruibile a servizio del rilancio del turismo calabrese che deve diventare il volano della nostra economia". "Sviluppo da concertare" La Cisl scende in campo per il Crotonese e chiede una forte iniziativa di confronto tra le parti interessate CROTONE. "Occorre mettere in campo una forte iniziativa di confronto e di concertazione tra istituzioni locali, forze imprenditoriali, sindacato confederale della provincia di Crotone per costruire concrete prospettive di crescita economica, di sviluppo, di occupazione nel territorio al fine di ridurre le aree di disagio sociale e la condizione di drammatica povertà in cui vivono larghi strati di cittadini". È quanto affermato da Luigi Sbarra, commissario della Ust Cisl di Crotone in una riunione con i quadri, i delegati, i responsabili delle Unioni Sindacali Comunali della Cisl crotonese. "Bisogna creare le condizioni - ha aggiunto - di un confronto stabile e permanente per affrontare e risolvere le questioni del mercato del lavoro connesse al processo di superamento del precariato ed alle azioni per la stabilizzazione dei lavoratori Lsu - Lpu; la necessità di realizzare Iniziative finalizzate al rilancio del tessuto industriale e produttivo in questi anni piegato dalla crisi e che ha espulso dai processi lavorativi migliaia di persone; il tema dell'adeguamento e del potenziamento delle infrastrutture ( viarie, ferroviarie, portuali ed aeroportuali) anche in vista degli interventi collegati alla nuova Finanziaria del Governo Prodi ed all'attuazione dell'Accordo di Programma Quadro della Regione; una nuova strategia di politica sociale che affronti le vicende della sanità che continua a produrre inefficienze e sprechi oltre che bruciare risorse con servizi sempre più dequalificati ed inefficienti, dell'assistenza ed anche per rispondere alle vecchie e nuove povertà a cominciare da anziani, giovani, immigrati, portatori di handicap, lo stato di attuazione del processo di decentramento amministrativo collegato alla Legge Regionale 34". Su queste azioni prioritarie la Cisl crotonese "chiede al Presidente della Provincia ed al Sindaco della Città di promuovere un incontro con le parti sociali per verificare la praticabilità di realizzazione di una intesa per lo sviluppo, l'economia ed il lavoro nel territorio crotonese per capire cosa è possibile fare ora e subito sul territorio alle prese con indicatori economici e sociali negativi e per chiamare alle proprie responsabilità non solo il governo nazionale ma anche la Regione Calabria". "Il dibattito nazionale sui temi della Finanziaria - dice ancora Sbarra - dovrà necessariamente collocare il tema del Mezzogiorno al centro delle priorità di politica economica del Governo e gli interventi su cui il Sindacato Confederale discute sono la Fiscalità di Vantaggio e la realizzazione di Zone Franche Urbane per migliorare le condizioni di attrattività dei territori meridionali per favorire investimenti pubblici e privati, maggiori risorse e progetti per le Infrastrutture materiali e immateriali portando avanti le opere già avviate ed ancora non completate, una nuova impostazione di programmazione e progettualità legata ai Sistemi Urbani (città, periferie, quartieri, piccoli comuni) che dovranno sempre più integrarsi per elevare le condizioni di sviluppo e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini. La provincia di Crotone non può assolutamente restare fuori da questi processi dalla cui soluzione dipendono le prospettive di crescita del territorio che deve essere attrezzato per reggere la sfida della competizione attraverso un progetto di piena valorizzazione delle tante risorse umane (giovani diplomati e laureati) naturali (ambiente, agroalimentare, turismo, piccole e medie imprese, servizi) e culturali (patrimonio e beni di indubbio valore che costituiscono una formidabile possibilità di sviluppo)". Per Sbarra "il Piano di Azione Locale per lo Sviluppo della Provincia di Crotone concertato ed elaborato tra tantissimi soggetti di rappresentanza sociale della Provincia costituisce a nostro avviso la strategia su cui avviare una fase di intensa concertazione tra i diversi protagonisti della vicenda politica ed istituzionale del territorio". La Cisl "verificherà le coerenze ed i comportamenti delle Istituzioni Locali sulla base di queste indicazioni che possono rappresentare la base di un confronto negoziale da realizzare con le parti sociali, pronti a denunciare ed a sostenere con la forze della iniziativa democratica dei lavoratori la battaglia per lo sviluppo, il lavoro e la qualità dei servizi nel territorio".
Il Giornale di Calabria
22 Settembre 2006
CATANZARO. Identità storica da salvaguardare
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Bene culturale
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