Cresce la sensibilità degli italiani per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico nazionale. Il 49 (contro il 29 del 1988) ritiene che i monumenti artistici siano in buone condizioni. Circa un italiano su due pensa che, negli ultimi anni, lo stato e le amministrazioni locali si siano impegnati per conservare e restaurare il patrimonio artistico. E circa uno su tre si dichiara favorevole a fare una donazione per la salvaguardia dei monumenti, alla sola condizione (almeno per il 45 degli intervistati) che ne sia beneficiato un monumento della propria città o della propria regione (esigenza sentita soprattutto nel Sud). Nel corso degli ultimi tre anni quasi metà degli intervistati dichiara di aver visitato almeno una volta musei o monumenti artistici (47), mostre o esposizioni temporanee (40). Sono questi alcuni dei risultati dell'indagine «Gli italiani e il loro patrimonio culturale», promossa da Mecenate 90, in collaborazione con Renzi Comunicazione, e realizzata dall'istituto di ricerche Doxa, che è stata presentata ieri a Roma alla, presenza di Giuliano Urbani, ministro per i beni e le attività culturali, Giuseppe De Rita, presidente di Mecenate 90 ed Ennio Salamon, presidente Doxa. Sorprende, in particolare, che il 37 degli italiani sia pronto a fare una donazione per la salvaguardia del proprio patrimonio artistico. «Con la crisi del welfare», ha commentato Giuseppe De Rita, «la società ha abbandonato i vecchi canoni di coesione sociale (stato, grandi aziende, sindacati) per trovarne altri (territorio, piccole e medie imprese)». Fra le condizioni che possono stimolare il cittadino a donare sono indicate la trasparenza nella gestione dei fondi e i controlli sulle spese (34), la possibilità di dedurre le donazioni dalle imposte (32), di vedere in tempi brevi la realizzazione di un progetto di restauro (15) e di partecipare alla scelta del bene da restaurare (13). Ma chi dovrebbe gestire il denaro raccolto? Quasi la metà (42) dei potenziali donatori indica una fondazione costituita a questo scopo, il 27 i comuni, il 17 lo stato, il 4 un'azienda privata. «È incoraggiante», secondo il ministro Urbani, «l'aumento di interesse degli italiani per il loro patrimonio artistico, soprattutto se si considera che il paese spende per i beni culturali una cifra ridicolamente e pericolosamente bassa, lo 0,17 del pii. Poiché l'obiettivo da raggiungere, entro il 2010, è quello di una spesa pubblica pari almeno allo 0,50 del pii, il picco di interesse per questi temi legittima, in prospettiva, la nostra richiesta di più fondi. Anche perché», prosegue il ministro, «con la domanda, migliora pure l'offerta: negli ultimi due anni siamo riusciti a incrementare considerevolmente le ore di visita a musei e siti archeologici. Ora vanno ampliati gli spazi visitabili». Intanto venerdì, in consiglio dei ministri, arriva il disegno di legge che prevede «sanzioni più efficaci nei confronti di quanti deturpano il patrimonio storico e artistico».