Maniago Il consiglio comunale, convocato per il 27 settembre alle 19, affronterà, tra gli argomenti all'ordine del giorno, l'approvazione della variante n. 22 al piano regolatore generale che prevede l'istituzione del Parco di interesse storico ambientale del Castello di Maniago, previo il passaggio voluto dal sindaco Emilio Di Bernardo nella competente commissione urbanistica e cultura. «Si tratta di acquisire il Castello, esclusa la cappella privata, per un'area complessiva di 37 mila metri quadrati, comprensiva della faggeta e di altre parti boschive - spiega Di Bernardo - La variante prevede la destinazione ad area verde attrezzata con le caratteristiche di un Parco di interesse storico ed ambientale». Il processo di variante, predisposto dagli architetti Pierluigi Grandinetti e Cristiana Campolin, è corredato da documentazioni. «Si riconferma l'obiettivo di acquisire a patrimonio pubblico quello che è uno dei simboli della città di Maniago - prosegue il sindaco - per preservarlo e valorizzarlo ai fini paesaggistici, turistici e culturali, ma anche per altre attrattività ed opportunità che saranno definite man mano con gli enti predisposti, come la Sovrintendenza, in un piano particolareggiato». Tra le opere prioritarie all'interno dell'area «le prime cose da farsi sono quelle di prevedere ed eseguire tutti gli interventi necessari a fermare il degrado dei ruderi castellani - sottolinea il sindaco - e a garantire la manutenzione dei sentieri oggi per molti aspetti impraticabili. In una fase successiva dovranno essere avviati studi, ricerche ed interventi storico-archeologici atti ad avviare un vero e proprio recupero». Tutte le azioni previste saranno soggette al confronto ed autorizzazione preventiva da parte della Sovrintendenza per i beni archeologici e di quella per i beni culturali e paesaggistici. La nascita del Parco del Castello si lega indissolubilmente all'acquisizione dello stesso da parte dell'amministrazione comunale, un'operazione di identità per l'intera città proprio per il forte valore simbolico di riconoscimento della comunità che ha sempre sentito come propria quell'area, pur essendo privata. A breve dunque si partirà con un programma di pulizie di rovi ed erbacce, nonché con una serie di progetti in stretta sinergia con la Sovrintendenza per i beni culturali ma anche con il Consorzio dei castelli ed altri soggetti come le associazioni locali. L'operazione Parco si lega alla valorizzazione del Castello lungo l'asse che da piazza Italia porta, attraversando via Castello, e la Centa dei Conti, all'antico maniero e poi su in Val Piccola. Fabio Della Pietra