Entro l'anno l'autonomia di gestione ad uno dei massimi centri culturali fiorentini Obiettivi, la digitalizzazione degli archivi e nuovi servizi agli utenti. Possibile cercare sponsor, vendere spazi pubblicitari: 160.000 accessi al giorno I privati. I DISEGNI «Gli operatori economici potranno attingere al nostro patrimonio di disegni e illustrazioni» Il bookshop. IL BANDO. E' in corso un nuovo bando per affidare ad un privato riproduzioni, fotocopie, Cd e un piccolo bookshop UN TEMPIO della cultura gestito con l'efficienza e la flessibilità di un'azienda. Una metamorfosi ambiziosa, quella che entro l'anno toccherà la Biblioteca Nazionale di Firenze. Dal ministero dei Beni culturali hanno annunciato ufficialmente l'arrivo dell'autonomia amministrativa e gestionale della prestigiosa istituzione. E la direttrice Antonia Ida Fontana illustra passaggi, aspettative e propositi che dovrebbero siglarne la rinascita, sanare i disservizi. Cosa cambierà innanzitutto con il meccanismo dell'autonomia alla Biblioteca Nazionale? «Intanto c'è una Commissione ancora da nominare, a cui parteciperanno anche intellettuali fiorentini, con il compito di individuare compiti specifici delle due Biblioteche nazionali, Firenze e Roma. Sono un'anomalia nel sistema italiano che deve diventare un punto di forza. Una divisione di competenze precisa: da un lato Firenze come luogo di eccellenza soprattutto per conservazione del patrimonio librario oltre che di fruizione, e Roma come centro più aperto alla consultazione. Aspetti tecnici che dovranno essere ben definiti. Per Firenze è fondamentale l'investimento sul digitale, sulla raccolta di siti web, di periodici e materiali elettronici. Ormai le università pubblicano solo documenti elettronici e la nuova legge sul deposito obbligatorio, prevede la conservazione anche di questo tipo di materiali. La tecnologia della conservazione poi è in continuo mutamento». L'autonomia darà più potere anche alla direzione. Ad esempio la gestione delle risorse non sarà più centralizzata? «La gestione sarà più rapida e flessibile. E speriamo anche che ci vengano assegnati fondi più cospicui. Che non dovremo più dividere in capitoli, e aspettare dal ministero le approvazioni di spesa. Sparirà la programmazione centrale, ci sarà un comitato che individuerà le priorità. Sarà poi possibile tentare operazioni con sponsor e privati. Ad esempio il nostro sito registra 160 mila accessi al giorno, non dovrebbe essere difficile vendere uno spazio pubblicitario. Gli operatori economici possono attingere al nostro patrimonio di disegni e illustrazioni, per tessuti, ceramiche, accessori di moda. La Biblioteca è una miniera di immagini uniche che potrebbero dare valore aggiunto a tutto quello che è il made in Italy, grandi vini compresi». Si spera anche in una Biblioteca più moderna, aperta e funzionale per gli utenti. «E' in corso ora un nuovo bando per i servizi aggiuntivi. Per affidare ad un privato riproduzioni, foto, fotocopie, Cd e un piccolo bookshop. Si dovrà anche occupare dell'organizzazione di mostre ed eventi da programmare per trarne valore economico». E lei sarà più che una direttrice un soprintendente-manager. «Ho molta fiducia in questa operazione. Da sempre archivi e biblioteche sono stati le cenerentole dei beni culturali, dopo cinema, teatro e musei. Invece c'è ora una maggiore attenzione anche a queste istituzioni, almeno alla Nazionale di Firenze, di Roma e all'Archivio centrale, a cui tra l'altro vengono attribuiti compiti di coordinamento delle politiche bibliotecarie regionali».