Per otternere dagli Stati Uniti la restituzione di beni archeologici italiani in loro possesso, l'Italia s'impegna a organizzare negli Usa mostre tematiche, uniche nel loro genere, con pezzi italiani. Un'intesa che rende operativa la collaborazione in tal senso tra Stati Uniti e Italia è stata siglata ieri a Washington, all'ambasciata italiana, tra i rappresentanti del ministero per i beni e le attività culturali italiani e i responsabili del Dipartimento di Stato per 1 istruzione e la cultura. La partnership rientra negli obiettivi del memorandum d'intesa in materia di beni archeologici firmato tra i due Paesi nel gennaio del 2001, che prevede tre punti fondamentali: la pubblicizzazione e la pianificazione delle esposizioni offerte dall'Italia; la catalogazione, lo studio e il restauro dei reperti in mostra; la regolamentazione e il controllo degli scavi per evitare furti ed esportazioni illegali di materiale archeologico. La restituzione dei reperti archeologici riguarda quelli, acquisiti in modo illecito, anche involontariamente, che vanno dal IX secolo a. C al IV secolo d. C e allo stesso periodo apparterranno tutti quelli offerti in mostra: civiltà etrusca, italica e della Magna Grecia fino alla fine dell'Impero romano. All'interno del progetto, il ruolo fondamentale di controllo delle opere d'arte rubate, e di quelle in restituzione spetta al nucleo dei Carabinieri per la protezione del patrimonio culturale, comandato dal generale Ugo Zottin. «L'obiettivo è quello di contrastare i furti e gli scavi illegali che si susseguono in tutta Italia».