Da Castiglioncello a Marina di Castagneto, da Rigutino a Rimigliano, e poi ancora la Val d'Orcia: dietro a tutti il timore di scempi. Dopo Monticchiello fioccano segnalazioni da tutta la regione DENUNCIANO scempi, segnalano speculazioni edilizie, lanciano l'allarme su attentati all'ambiente. Dalla costa all'interno della Toscana. Sono cavalieri isolati, comitati, gruppi politici. E' l'effetto Monticchiello. Un'ondata mai così forte. Che esprime la spiccata sensibilità dei toscani per la tutela del paesaggio. E pone dubbi: che si siano allentate le maglie del rigore urbanistico, che in qualche caso si inseguano malintesi obiettivi di sviluppo e facili introiti da oneri di urbanizzazione. «Ecomostro» è una definizione che piace a Maurizio Alderoni, paladino di un battaglia ambientalista a Castiglioncello. La usa per apostrofare la cementificazione sulla scogliera delle Forbici, «sito di una bellezza mozzafiato a tre chilometri dal centro di Castiglioncello» come dice lui, «dove una collina a picco sul mare è stata aggredita da una struttura massiva che oltre ad essere davvero brutta ha modificato la orografia del luogo in barba alla legge Galasso che inibisce costruzioni sul mare». Vogliono costruirci uno stabilimento balneare di lusso, con piscina e tutti i servizi, e il cemento è servito per «spianare» e terrazzare la scogliera. Si oppongo i Verdi e Italia Nostra, che ha presentato un esposto in procura. Il cantiere è aperto da un paio d'anni, ma i lavori sono fermi. Sulla costa, verso sud, si arriva a Marina di Castagneto. Non ci sono solo le note e discusse lottizzazioni Olmaia e Stella, 417 alloggi tra la Torinalle e il Seggio. I cittadini annotano altri casi. Micro. E non. In zona Pianetti si teme la cementificazione dove al posto dei bungalow de «II Club Mediterranee» la nuova proprietà dovrebbe realizzare un residence, mentre nella zona dell'ex cantiere navale si segnalano oltre sessanta appartamenti costruiti e concessi in affitto in un tratto di costa delimitato verso l'interno dalla macchia mediterranea protetta dalla Regione per la sua peculiarità. E poi c'è l'incubo delle sopraelevazioni e delle torri con ascensore issate a fianco dei vecchi hotel: una è già sorta, altre sono richieste. Le foto dei cittadini documentano i campeggi in pineta che sfidano i divieti e sconfinano sulle dune, sotto i ginepri, mettendo a rischio flora e fauna. Infine una minaccia anche all'interno del comune da una ventina di cantine faraoniche, una già in funzione, progettate da produttori di fama internazionale. «Oltre all'impatto ambientale, tante nuove costruzioni creano problemi idrici e di depurazione» dicono da Marina di Castagneto. A Rimigliano è ancora aperta la partita degli insediamenti turistici progettati nei 540 ettari a monte della strada della Principessa. Rispetto ai vecchi progetti, la nuova proprietà, che ha rilevato la tenuta dai fallimenti Tanzi, prevede più recuperi di vecchi casolari e annessi (17.500 metri cubi) che nuove costruzioni (5.000 metri quadri per un albergo) e una minore volumetria complessiva. Il fronte dei favorevoli all'intervento si è allargato, ma restano gli scettici. Un salto nel senese, cuore della «Toscana da amare», per trovare una raffica di segnalazioni oltre a quelle già note di Monticchiello, Bagnala e Contignano. «Nella notte tra il 14 e il 15 settembre denunciano i verdi il consiglio comunale di San Giovanni d'Asso ha approvato all'unanimità l'obbrobrio di Pavicchia, dove si prevede di realizzare un nuovo resort per il benessere, invasivo, distruttivo del paesaggio». Nei prossimi giorni la VI Commissione del consiglio regionale valuterà se autorizzare la richiesta di escavazione della Cava di Malintoppo a San Quirico d'Orcia: «Si trova davanti al podere Belvedere, il casale circondato dai cipressi, una delle immagini più famose e caratteristiche della Val d'Orcia patrimonio dell'umanità» avvertono i «frontisti». Il sindaco di Monticiano, Mauro Cresti, ha avuto il suo bel da fare in questi giorni per convincere Rifondazione Comunista che non vuole cementificare Ponte a Macereto ma soltanto dare il via ad un insediamento industriale e artigianale a basso impatto ambientale. Qualcuno, infine, consiglia di buttare un occhio nelle campagne alle porte di Siena, ai nuovi insediamenti per decine di migliaia di metri cubi di Ville di Corsano e Cuna. Fabrizio Palloni scrive per sollevare il caso della residenza turistico-alberghiera progettata a Le Rocchine, sul Montalbano, zona doc per olio e vino, nel comune di Serravalle pistoiese al confine con Lamporecchio e Monsummano. La zone interessata è di oltre 200.000 metri quadrati, 55.000 dei quali per la residenza e il resto parco, una trentina di edifici, appartamenti da novanta metri quadrati piuttosto ampi per un insediamento turistico. A Rigutino continua la battaglia per scongiurare la costruzione di 57.000 cubi di nuove case ai margini della strada che sale al Parco di Lignano e i comitati di Bagno a Ripoli promettono di tenere la guardia alta contro la realizzazione di altri «ecomostri» nel territorio comunale. LE FORBICI Cemento già gettato su uno scoglio che domina sul mare di Castiglioncello. Vogliono farci uno stabilimento balneare IL CITTADINO «Forbici è aggredita da una struttura massiva che oltre ad essere brutta ha modificato la orografia del luogo in contrasto con la legge Galasso» BAGNAIA Dopo i recuperi per fare alberghi, ristoranti, spa e la realizzazione di un centro congressi, si vogliono costruire 45.000 metri cubi di casevacanze «RIFONDAZIONE «Su Bagnaia presenteremo una interrogazione in consiglio regionale. Ci troviamo di fronte ad una evidente speculazione»