QUEST'anno per il turismo italiano sono giunte molte buone notizie: è cresciuto il numero di stranieri che ha scelto il nostro Paese (10,9 nel primo semestre), è aumentata consistentemente la loro spesa (7,3 da gennaio a maggio), è migliorato l'attivo valutario (25 nel primo quadrimestre). Tra le mete più appetite vi sono state le principali città d'arte e il segmento di maggiore sviluppo è risultato quello del turismo culturale. Relativamente al 2005, l'Ufficio italiano cambi ha rilevato una spesa totale degli stranieri pari ad oltre 12 miliardi di euro, di cui il 42 per l'alloggio, il 22 per lo shopping, il 21 peri pasti e il 15 per i trasporti interni e l'entertainment. Si tratta certo di valori cospicui che, ancorché lontani da quelli realizzabili con una più efficace strategia di sviluppo del turismo e pur essendo relativi ai soli stranieri, consentono di apprezzare il valore economico del fenomeno. Questo settore, che rappresenta più dell'11 del nostro prodotto interno lordo, è perciò giustamente oggetto di costante attenzione da parte degli operatori pubblici e privati. In un quadro del genere, come si colloca e come potrebbe collocarsi Napoli, che è una delle quattro grandi città d'arte italiane? Stando agli ultimi cruenti avvenimenti, che hanno avuto per oggetto turisti stranieri e stando, purtroppo, ai sempre più diffusi episodi di cui è protagonista una microcriminalità violenta e senza freni, non possiamo certo ipotizzare un futuro roseo per il turismo cittadino. Eppure, gli elementi positivi ci sarebbero e appaiono tutti di particolare rilevanza. Il patrimonio culturale locale già oggi attrae oltre sei milioni di visitatori; il traffico croceristico, che passa nel nostro porto, ha superato nel 2005 il milione di passeggeri; il movimento cabotiero interessa un altro milione e mezzo di transiti. Purtroppo, però, gli effetti di questi fenomeni sono limitatissimi sotto il profilo economico. Una buona parte dei visitatori attratti da Napoli per motivi culturali sono degli «escursionisti», ovvero persone che arrivano e partono senza alloggiare e spendere in consumi locali, i croceristi transitano per Napoli ma in maggior parte la vedono solo dal ponte della nave perché si sentono o vengono scoraggiati a scendere in città, il traffico cabotiero, che interessa un'ampia area della regione, produce ridotti effetti economici di carattere indotto. Di conseguenza, con certezza gli oltre due milioni di visitatori degli scavi di Pompei e quasi tutti i viaggiatori marittimi non apportano a Napoli nessun beneficio economico. Ciò principalmente perché la città è ritenuta insicura, la visita rischia spesso di non svolgersi conia rilassatezza e gioiosità di chi si muove per turismo, il contesto in generale non appare caratterizzato da buona accessibilità. È del tutto evidente, difatti, che la violenza nei confronti degli stranieri colpisce in modo grave l'immagine di Napoli all'estero e limita fortemente gli effetti positivi del movimento turistico. Questo vale ovviamente anche per il turismo interno, che aveva dato interessanti segni di risveglio. C'è, allora, da chiedersi: ma Napoli quanto perde economicamente per questa situazione? E quanto potrebbe invece guadagnare se ridiventasse un luogo ospitale, attraente, sicuro, gioioso, in linea del resto con quelle che sono state da sempre le caratteristiche della gente che qui abita? Ma se la diagnosi dei nostri mali è facile, molto difficile è disegnare e, soprattutto, attuare i rimedi necessari. Questo perché certi fenomeni si intrecciano perversamente, moltiplicando i loro effetti negativi: la criminalità è frutto in non piccola parte del sottosviluppo economico e lo sviluppo economico non può progredire in un contesto insicuro e poco attraente. La conseguenza è che, in assenza di strategie di contrasto veramente efficaci, Napoli è destinata a ripiegare su sé stessa e a rendere sempre più difficoltosa la vita di residenti e turisti. Il livello intollerabile a cui si è giunti deve dunque stimolare l'impegno di tutti, istituzioni locali, governo e cittadinanza, per tentare di invertire una rotta molto pericolosa, che rischia di portare a conseguenze negative irreversibili, dirette ad annullare i vantaggi del magnifico patrimonio di bellezze naturali, artistiche e culturali, di cui il destino e la storia ci hanno dotati. In questo quadro abbastanza scoraggiante l'unico elemento positivo è rappresentato dall'attenzione maggiore che sembra oggi caratterizzare chi ci governa verso i problemi della sicurezza pubblica e dalla speranza che, fortunatamente è ancora propria di tanti cittadini che credono e operano per il bene di Napoli.
Chi strangola il turismo
Napoli è una delle quattro grandi città d'arte italiane e ha un patrimonio culturale che attira oltre sei milioni di visitatori. Tuttavia, la città è considerata insicura e i visitatori spesso non si sentono a loro agio. La violenza nei confronti degli stranieri ha un impatto negativo sull'immagine di Napoli all'estero e limita gli effetti positivi del turismo. Il turismo interno è anche limitato a causa della situazione di insicurezza. La città perde economicamente a causa della violenza e della mancanza di strategie di contrasto efficaci. Tuttavia, ci sono elementi positivi, come l'attenzione maggiore verso la sicurezza pubblica e la speranza che i cittadini possano lavorare per il bene di Napoli.
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