La Soprintendente attacca le scelte di Rutelli. E' trascorsa uria settimana da quando il Giornale della Toscana lanciò l'allarme riguardante l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze; secondo i programmi del capo dipartimento Ricerca Innovazione e Organizzatone del ministero per i beni e le attività culturali, Giuseppe Proietti, lo storico ente di restauro fiorentino potrebbe essere accorpato all'Istituto Centrale del Restauro di Roma. Non solo: insieme ad altri due istituti romani che si occupano di restauro bibliografico, formerebbe un super Istituto Nazionale del Restauro, alla guida del quale, pare, andrebbe l'attuale dirigente dell'ICR romano, Caterina Bon Valsassina. Quest'ultima, tra l'altro, si appresterebbe ad assumere l'interim della guida dell'Opificio quando l'attuale soprintendente, Cristina Acidini, passerà la mano. La notizia del piano romano di accentramento, fu confermata anche dal Direttore regionale per i Beni culturali, Antonio Paolucci, e da allora, pian plano sta montando la protesta. Tutti hanno preso posizione - da Vittorio Sgarbi a Giorgio Bonsanti - con la sola eccezione di Cristina Acidini che, se si esclude qualche mezza frase, voleva evitare ogni polemica. Soprattutto perché lei, il suo «gioiello», lo sta per lasciare, in vista del suo nuovo incarico al posto di Paolucci alla guida del Polo Museale. Adesso però ha deciso di parlare e lo fa, anch'essa, in maniera critica, mettendo in evidenza tutte le sue perplessità. Soprintendente Acidini, ci sono novità? "Niente di nuovo, dico solo che sono perplessa dalla piega presa dalle cose." Qui si sta sollevando l'atteso polverose. C'è il governatore Martini, c'è la Cna, domani sarà diffuso anche un comunicato dei lavoratori dell'Opificio. E lei che dice? "Sono in contatto con il capo dipartimento, Giuseppe Proietti, a cui sto mandando tutta la documentazione in tempo reale. Mi ha detto che avrebbe verificato le cose anche con gli organi politici. Quindi non sono sordi e ciechi, stanno valutando." Ma un suo pensiero da soprintendente dell'Opificio. Sta accadendo tutto nell'anno del 40 anniversario dell'alluvione, come ha detto Paolucci, e l'anno della scomparsa di Umberto Baldini, il padre del moderno Opificio. Non le sembra un attacco premeditato? "Non ci vedo una premeditazione. Ci vedo la buona volontà di mettere in atto un disegno che ha un valore in astratto. La mia opinione è che questo disegno astratto non si attaglia all'Opificio e questo bisogna farglielo capire, insistere affinché sia capito." Da cosa dipende l'errore? Le pare irrealizzabile l'idea che vogliono mettere in piedi al ministero? "Diciamo che è impropria, inadatta. E' come montare un pezzo di ricambio sbagliato a una Ferrari. Se lo fai, la rallenti, non gli fai del bene. Magari fatto, e lo voglio credere, con l'intenzione davvero di ottimizzare, di risparmiare perché siamo ridotti al lumicino ecc, però non mi sembra la strada appropriata per l'Opificio. Per gli altri istituti non discuto, ognuno fa le sue valutazioni, ma per l'Opificio so che non è la strada adatta." Come pensa che evolverà la situazione? "Domani (oggi per chi legge, ndr) mi è parso di capire che ci sarà una consultazione e probabilmente qualcosa sapremo." Direttamente da Proietti? "Direi di sì."
Acidini: E' una decisione impropria e inadatta
La Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Cristina Acidini, ha espresso le sue perplessità riguardo alle scelte del capo dipartimento Ricerca Innovazione e Organizzatone del ministero per i beni e le attività culturali, Giuseppe Proietti, che potrebbe accorpare l'Opificio con altri due istituti romani per formare un super Istituto Nazionale del Restauro. Acidini ha affermato di essere in contatto con Proietti e che sta valutando le cose con gli organi politici. Ha anche espresso la sua opinione che l'idea di accorpamento non si attaglia all'Opificio e che è come "montare un pezzo di ricambio sbagliato a una Ferrari".
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