Quale è il rapporto degli italiani con il loro patrimonio culturale? Per rispondere a questa domanda l'associazione Mecenate 90 ha com missionato all'Istituto di Ricerche Doxa una indagine («Gli italiani e il loro patrimonio culturale») i cui risultati sono stati presentati ieri, a Roma, da Giuliano Urbani, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuseppe De Rita, Presidente di Mecenate 90, Ledo Prato, Segretario generale di Mecenate 90 ed Ennio Salamon, Presidente Doxa. Quest'ultimo ha sintetizzato alcune novità della ricerca, condotta su un campione di 1009 uomini e donne, sopra i 15 anni, rappresentativo degli italiani adulti. «Nei cittadini cresce -ha detto Salamon - la convinzione dell'importanza e dell'enorme numero dei monumenti. Inoltre si apprezza il buono stato di molti beni, riconoscendo che i poteri pubblici stanno facendo molto nel campo dei beni culturali. Si sta diffondendo la convinzione che i beni artistici siano anche un fattore di sviluppo economico. E molti più italiani che in passato sarebbero disposti a donare denaro per la salvaguardia dei nostri beni culturali purché esso sia gestito da una Fondazione costituita per questo scopo». Giuseppe De Rita ha analizzato i dati da un punto di vista sociale portandoli su un panorama più vasto: «Questa indagine conferma - ha notato l'ex Presidente del Cnel - che il nostro paese sta cambiando molto velocemente e in meglio. Ne vengono fuori due elementi: un forte radicamento nel territorio e la propensione a donare denaro per la tutela dei nostri beni culturali. Ebbene, localismo e partecipazione sono due fattori nuovi in tutta la nostra società. Del resto oggi la coesione sociale, che un tempo era data dallo Stato, dalle grandi imprese e dai sindacati, nasce a contatto con il proprio territorio, con le piccole imprese e con la rete di protezione delle famiglie e del volontariato». Ledo Prato ha poi detto che Mecenate 90 darà vita, il prossimo 30 giugno, ad una Fondazione per i beni culturali italiani che sarà formata con alcune città e Fondazioni bancarie. Sarà la risposta immediata alle esigenze dichiarate nel sondaggio Doxa da molti italiani. E il Ministro Urbani ha sottolineato che un sondaggio come questo rafforza la possibilità di pretendere più soldi dal Governo per i beni culturali: «II nostro paese spende per la tutela del nostro immenso patrimonio artistico e architettonico una cifra pericolosamente e ridicolmente bassa, cioè lo 0,17 per cento del Pii. Entro sette-otto anni dovremo arrivare almeno allo 0,50 per cento e, col decisivo contributo dei privati, avvicinarci poi all'1 per cento». «Da questa indagine - ha detto ancora Urbani - emerge chiaramente una maggiore domanda di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. A questo proposito venerdì, nel Consiglio dei Ministri, approveremo un disegno di legge che inasprirà le sanzioni contro coloro che minacciano e danneggiano i nostri beni. E finalmente abbiamo trovato la soluzione per stabilire un contatto strettissimo fra le Fondazioni che gestiranno i nostri beni culturali e le Soprintendenze: prima di tutto viene la tutela e quindi i Comitati scientifici che dovranno prendere le decisioni più importanti saranno presieduti proprio dai Soprintendenti». In tal senso Urbani ha precisato che questo provvedimento metterà a tacere tutte le Cassandre che da molto tempo profetizzano la svendita del nostro patrimonio artistico ed architettonico. «Nessuno può ormai mettere in dubbio - ha affermato ancora il Ministro -che sia necessaria una collaborazione con i privati per gestire il nostro patrimonio artistico ed architettonico, soprattutto quello disperso ed abbandonato in luoghi periferici». Il 50 per cento va al museo IL 49 degli intervistati ritiene che i monumenti artistici della zona di residenza siano In buone condizioni e solo il 7 pensa che siano prevalentemente in cattivo stato. IL 47 nel corso degli ultimi tre anni ha visitato almeno una volta musei, monumenti o mostre. Il confronto con i risultati degli anni precedenti (1988 e 1997) dimostra che è cresciuto il numero di visitatori di musei, monumenti ed esposizioni. IL 58 ritiene che nel comune in cui vive ci siano beni significativi e degni di attenzione. IL 50 pensa che negli ultimi anni lo Stato e le amministrazioni locali si siano seriamente impegnate per tutelare e restaurare i monumenti artistici. IL 37 è propenso a fare donzioni finalizzate al restauro del patrimonio artistico, con punte massime del 40 nel Nord ovest e del 38 nel Sud e nelle isole. IL 45 di chi è disposto a fare donazioni vorrebbe che i propri soldi andassero ad un monumento della propria città o regione, con percentuali più alte al Sud (53), dove si avverte lo stato di degrado del patrimonio artistico e più basse al Centro (27) dove prevale l'idea che i fondi debbano andare al monumento più a rischio, indipendentemente dal luogo in cui si trova.