Alla Nazionale di Firenze fondi ministeriali ridotti a 1,7 milioni e impiegati a quota 220 TOSCANA Risolta una breve ma temibile invasione di topi negli scantinati, nei lunghi corridoi della Biblioteca nazionale centrale di Firenze (scaffali e scaffali per 120 chilometri) aleggiano altre e più preoccupanti questioni: fondi sempre più esigui dal ministero e personale al disotto dell'organico. E' rimasta una squadra di 220 impiegati (dovrebbero essere oltre 300) a sorvegliare ilpatrimonio librario più cospicuo d'Italia:,6 milioni di tomi accumulatiin 260 anni, tra cui la più nutrita collezione al mondo di opere dantesche e le centinaia di opere autografe di Galileo. L'epoca del digitale, definitiva risposta alla conservazione prima missione dell'istituzione di Piazza Cavalleggeri avanza timidamente fra la guarnigione di libri. Diecimila manoscritti digitalizzati in undici anni sono poca roba rispetto ai progetti della direttrice Antonia Ida Fontana. Non le piace però armarsi di catastrofismo, pur denunciando le ristrettezze di risorse, economiche e umane. «Non sifanno concorsi da 25 anni dice e negli ultimi dieci sono andati in pensione 10 bibliotecari, che non hanno potuto lasciare in eredità il loro sapere a nuovo personale. I nostri budget sono sempre più esigui» (da 2,1 milioni del 2002 a 1,7 del 2006, secondo i dati del ministero). Ad assestare l'ultimo colpo sarebbe stato il recente decreto Bersani che ha tagliato del 30 le spese di funzionamento delle 46 biblioteche italiane. Una svista, secondo il direttore generale per i Beni librai del ministero ai Beni culturali, Luciano Scala, che garantisce il ripristino della situazione in tempi rapidi: «Abbiamo già individuato in sede tecnica la soluzione per porre rimedio altaglio inatteso del decreto Bersaiii, stiamo ora lavorando per confezionare un provvedimento di legge». E aggiunge: «Ci stiamo adoperando per invertire la tendenza generale, per esempio sull'acquisto dei libri, che nel 2006 è stato ridotto del 40 per cento, passando da 8 a 5 milioni. E per mitigare l'anomalia italiana di due biblioteche nazionali centrali (l'altra è a Roma), anticipa l'istituzione, a breve, di una commissione per individuarne le specificità e al contempo per affidare ad entrambe il ruolo di coordinamento del tessuto bibliotecario di riferimento. Il materiale librario, dal 1871, viene integrato ogni giorno da un esemplare di ogni produzione tipografica: libri, giornali, riviste, opuscoli, manifesti. Il Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa risale, infatti, alla nascita del Regno d'Italia e oggi esigerebbe due chilometri discaffali in più ogni anno. Il futuro logistico della biblioteca passa attraverso due grandi progetti edilizi: l'adeguamento dell'adiacente caserma "Curtatone" (si attendono i fondi) e il completamento dell'area cosiddetta nuova, in realtà iniziata negli anni 60, conuno stanziamento promesso e non ancora erogato di 2 milioni. Qui si trova l'area digitale che ha segnato l'effettivo inizio della biblioteca digitale italiana: 48 postazioni telematìche, a cui si aggiungono quelle presenti nelle sale di consultazione e nell'area periodici. Il viaggio in Toscana, ovvero il diario di viaggio in digitale di 700 grandi viaggiatori (costo 500mila euro) è l'ultimaavventura economica dell'antica istituzione, mentre si arrancaper portare a termine ilprogetto europeo Digimap, che consentirà, non appena sarà possibile acquistare il software, di visualizzare le antiche mappe di ogni località(ne sono state digitalizzate 8mila), con un solo clic. Avanza il digitale, ma resiste il fascino delle pagine ingiallite su cui ogni giorno, come un tempo Carducci, Foscolo e Stendhal, chinano la testa 8oo saidiosi. Concorrono al prestigio z5mila manoscritti, .ooincunaboli e migliaia di epistole dei corrispondenti di Antonio Magliabechi, l'erudito bibliotecario del Granduca Cosimò, che con un primo fondo di 3omila manoscritti costituì la biblioteca pubblica, ubicata mizialmente(1747) in due stanze a Palazzo Vecchio. In seguito la libreria si arricchì di molti altri pregevoli fondi.
La Biblioteca nazionale di Firenze a corto di fondi
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha problemi di fondi e personale. Il ministero ha ridotto i fondi a 1,7 milioni e il personale è ridotto a 220 impiegati, contro i 300 previsti. La biblioteca ha 6 milioni di libri e manoscritti, tra cui opere dantesche e opere autografe di Galileo. Il direttore generale Luciano Scala afferma che il ministero sta lavorando per invertire la tendenza generale di riduzione dei fondi e per aumentare l'acquisto di libri. La biblioteca ha anche un progetto per digitalizzare i manoscritti e i libri, ma il futuro logistico della biblioteca è incerto a causa di problemi di spazio e di finanziamenti.
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