In Veneto ci sono 4 grandi fondazioni bancarie (più due minori a Vicenza e Rovigo) che, oltre a cospicui patrimoni, hanno ricevuto in eredità dagli istituti di credito, a cui erano legate fino al 1990, le finalità filantropiche delle casse di risparmio. La Fondazione Carive, con Verona, Padova e Treviso, rappresenta una delle realtà più presenti sul territorio. E ieri, nella nuova sede al civico 3488 di Dorsoduro (l'ex sede Enel a pochi passi da piazzale Roma) è stato presentato il bilancio 2002, con i progetti finanziati e gli stanziamenti erogati a centinaia di iniziative e soggetti. Il presidente Giuliano Segre e il vice Giovanni Toniolo hanno anche annunciato la nomina di 4 nuovi consiglieri. Tutti, come i loro colleghi, personaggi di spicco: si tratta di Cesare Mirabelli, Gianni Mion, Fabio Cerchiai e Giuseppe De Rita. Segre ha soprattutto fatto luce sugli obiettivi dell'istituzione, chiarendo le intenzioni su due grandi realtà culturali della città, palazzo Grassi e Biennale, smentendo una notizia apparsa sul Mondo, secondo la quale la fondazione sarebbe intenzionata a portare i suoi capitali in soccorso della Biennale, e confermando la prosecuzione degli sforzi per la Fenice. LE ATTIVITÀ - Nonostante l'andamento sfavorevole dei mercati finanziari, e le incertezze normative legate alla nuova legge sulle fondazioni, le risorse erogate nel 2002 sono state pari a 10,4 milioni di euro e si sono mantenute sui livelli del 2001. Nell' esercizio 2002 il settore dei beni e delle attività culturali ha assorbito il 38,2 per cento delle risorse erogate (3 milioni 963mila 241 euro) confermandosi come il settore di punta dell1 attività della fondazione. Il 30,1 per cento è andato invece a istruzione e formazione, il 12,9 alla ricerca scientifica, il 9,9 alla promozione del territorio e l'8,9 alle fondazioni comunitarie, vale a dire alla fondazione Santo Stefano e alla fondazione della Comunità clodiense. Dal 1993 sono stati spesi oltre 40 milioni nel Veneziano. Per quanto riguarda invece le modalità di erogazione, lo strumento privilegiato è quello delle iniziative in partnership (41,8 per cento), seguito dagli interventi diretti (33,7 per cento) e dai contributi e donazioni (24,5 per cento). «Particolare attenzione -ha detto Segre - vorremmo riservare alla ricerca scientifica, anche grazie alla partecipazione al distretto delle nanotecnologie e al progetto per l'utilizzo delle cellule staminali in oculistica. L'Italia riserva alla ricerca l'1,07 per cento del proprio Pil, quando gli obiettivi europei sarebbero del 3 per cento. Solo ora ci si sta rendendo conto che la .ricerca va sostenuta per creare sviluppo». «Noi - ha aggiunto Segre - per il momento abbiamo avviato un progetto a favore delle attività produttive attraverso i 27 addetti scientifici della ambasciate. Si tratta di mettere in contatto le nostre aziende venete con le tecnologie di eccellenza di altri Paesi, e viceversa, per creare opportunità di sviluppo. Per esempio nel 2002 abbiamo messo in contatto un'industria tessile trevigiana con un distretto in India e un'azienda vicentina che fabbrica superconduttori con il Canada. Sono piccoli tentativi, che però ci incoraggiano ad andare avanti». PALAZZO GRASSI E BIENNALE - II presidente della fondazione Carive ha confermato l'interesse per palazzo Grassi, ha chiuso le porte a una partecipazione nella Biennale e ha rimarcato l'importanza dell'istituzione nell'opera di "found rising" (ricerca di fondi) per la Fenice. «Palazzo Grassi - ha detto Segre - è nelle mani della Fiat, che deve decidere cosa farne. Si parla di vendita dell'immobile, di cessione della società, di riduzione degli oneri finanziari mantenendone il controllo. Noi stiamo alla finestra. Il rischio è che la famiglia Agnelli, di fronte a problemi più importanti per l'azienda, tenga in sospeso il destino del palazzo. Sarebbe preoccupante veder svilire uno dei luoghi più importanti per la cultura in città». Eppure il presidente Cesare Annibaldi, presidente di palazzo Grassi, è nel consiglio generale della fondazione Carive. «Ma non è Annibaldi che decide sul palazzo e sul museo - ha aggiunto Segre - Sono i proprietari che devono manifestare la loro volontà. E a oggi non c'è alcun passo ufficiale. Il nostro interesse? Non certo quello di comprare l'immobile, che non ha mercato perché è destinato solo a luogo di esposizioni. Una possibilità è quella di gestire le attività culturali, ma sempre in una forma di partnership con altri soggetti». Sulla Biennale Segre è stato altrettanto chiaro. «Malgrado le intenzioni delle leggi che hanno riformato l'ente, facendolo diventare società di cultura - ha spiegato - è difficile coinvolgere i privati. Il presidente Franco Bernabè e il suo predecessore Paolo Baratta lo sanno bene. L'unico modo sarebbe quello delle sponsorizzazioni, ma un'azienda preferisce sponsorizzare una serata alla mostra del cinema piuttosto che dare soldi a un'istituzione. E infatti Bernabè ha pensato di far nascere gli Amici della Biennale, per attirare finanziamenti privati. Ma anche in questo caso finora hanno aderito le aziende che vendono prodotti. La Fondazione Carive non vende prodotti, fa no profit. Quindi l'eventualità di un nostro ingresso non c'è. Resta però la stima e il sostegno per il lavoro di Bernabè. E poi la Biennale è di dimensioni mondiali, noi locali. Forse, se una strada c'è, potrebbe essere quella di un contributo per la valorizzazione dell'Archivio storico delle arti contemporanee».
Pronti a una cordata per palazzo Grassi
La Fondazione Carive, una delle quattro grandi fondazioni bancarie in Veneto, ha presentato il suo bilancio 2002. Il presidente Giuliano Segre ha annunciato la nomina di 4 nuovi consiglieri, tra cui Cesare Mirabelli e Gianni Mion. La fondazione ha erogato 10,4 milioni di euro, con il settore dei beni e delle attività culturali che ha assorbito il 38,2% delle risorse. La ricerca scientifica è stata particolarmente attirante, con un budget di 1,2 milioni di euro. La fondazione ha anche espresso interesse per palazzo Grassi e la Biennale, ma non ha intenzione di acquistare l'immobile o di partecipare alla manifestazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo