L'assessore Siliani ieri hapresentato le dimissioni. Auzzi: "Un mestiere ce l'ha già" Ha ricevuto ieri la lettera di Siliani, che lascia dopo 6 anni. Poi parla con Ri itelli e Paolucci L'EX ministro Antonio Paolucci per il momento non entrerà nel governo di Palazzo Vecchio. Dopo aver ricevuto, «sulla base di una soluzione concordata», la lettera di dimissioni da un Simone Siliani quanto mai inversione informale, senza cravatta né giacca, il sindaco Leonardo Domenici ha annunciato che terrà «ad interini» le deleghe della cultura: «Non deve esserci fretta», hadetto mentre Siliani, nella sede di via Ghibellina, dava l'ultimo saluto al suo staff tra abbracci e lacrimoni. La fretta semmai, secondo il sindaco, ci vorrebbe per il gruppo unico dell'Ulivo, che in Comune ancora non c'è: «Sveglia», è il suo richiamo ai capigruppo. «Un'occasione da prendere al volo», si associa subito il presidente della Provincia Matteo Renzi. Ma perché la fretta non vale per il rimpasto di giunta? Da un paio di settimane il sindaco coltiva un progetto: quello di raggiungere un accordo politico con il ministro della cultura e leader Margherita Francesco Rutelli. Un accordo sul nome, cioè sull'ex ministro di area Margherita, ma anche sulla politica culturale a Firenze: un accordo che possa offrire una risposta alle tante questioni ancora aperte, dai Grandi Uffizi al progetto Isozaki, dal vuoto di direzione nella soprintendenza ai monumenti alle celebrazioni galileiane alnuovoTeatro Comunale. Anche ieri il sindaco ha parlato con Rutelli. Ma la Margherita fiorentina, che non riconosce Paolucci come un proprio esponente (non è organico alla nomenclatura), ha complicato tutto. «Era meglio se non lo facevano», dice il sindaco. Ma non per questo rinuncia: «Quello di Paolucci è un nome importante, fino ad oggi nonavevo parlato conlui solo perché c'era un assessore in carica». Prima di nominarlo però serve l'accordo con Rutelli Ma c'è ancora tempo, perché in Regione il presidente Claudio Martini, anche lui con la casella della cultura vuota, progetta il rimpasto per gennaio. Dopoil voto sulbilancio, nell'estremo tentativo di trovare un accordo con Rifondazione e dar vita all'Unione. «Per ora a Firenze non è andata», rileva Domenici. Ma se l'accordo in Regione si farà dovrà esserci anche Firenze: «Con Martini ci parliamo, vorrei si creasse un cammino empatico», dice il sindaco. E se in Regione l'accordo arriverà a fine anno, anche il rimpasto in Comune, per esserne parte, dovrà avvicinarsi nei tempi. Sarà il segretario dei Ds Manuele Auzzi l'altro nuovo ingresso? «E' una persona su cui fare affidamento, ma un mestiere ce l'ha già e non si può cambiare così», dice il sindaco. Nessuna fretta appunto. E nel frattempo si può ringraziare Siliani, che si è fatto da parte per facilitare il progetto Domenici: «Le discussioni sulla giunta sono sempre più frequenti e in questo climanon sereno non ero in grado di lavorare», ha scritto nella lettera. «In questi momenti si vede la qualità delle persone e quella di Simone è un'ottima stoffa», è il tributo di Domenici. «Un atto di dignità politica», gli dice il coordinatore cittadino Ds Michele Mor-rocchi.
Domenici tiene per sé la cultura e punta all'intesa Rutelli-Paolucci
L'assessore Siliani ha presentato le sue dimissioni dopo 6 anni di servizio. Il sindaco Leonardo Domenici ha annunciato che terrà ad interim le deleghe della cultura. Il sindaco ha anche espresso la speranza di raggiungere un accordo politico con il ministro della cultura e leader Margherita Francesco Rutelli. Tuttavia, la Margherita fiorentina ha complicato le cose, rifiutando di riconoscere l'ex ministro di area Margherita Antonio Paolucci come un proprio esponente. Il sindaco ha anche espresso la speranza di raggiungere un accordo con il presidente della Provincia Matteo Renzi. Il rimpasto di giunta è previsto per gennaio, ma il sindaco non vuole fretta, preferendo attendere l'accordo con Rutelli e Renzi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo