Si è inaugurata ieri al MAXXI di Roma - dove sarà visitabile fino al 29 ottobre - Museums, ricognizione e riflessione sullo status quaestionis dei musei internazionali del XXI secolo. Curata da Margherita Guccione - direttore del MAXXI architettura - e Pippo Ciona, la mostra presenta i risultati della più attuale sperimentazione che sta interessando l'architettura dei musei, icone della città e strumenti di produzione di contenuti estetici del presente. E non è un caso che l'esposizione abbia preso forma su iniziativa della Dare nelle strutture espositive temporanee del MAXXI, accanto a uno dei cantieri italiani più prestigiosi, quello che sta dando vita al progetto di Zaha Hadid (di cui Museums mette in mostra la documentazione) per il primo museo nazionale delle arti del XXI secolo. Il ministro per i beni e le attività culturali ha ribadito che il MAXXI è inserito tra le tre grandi priorità del suo mandato - con l'intenzione di inaugurarlo entro il 2008, cominciando subito con l'assegnazione al cantiere di 40 milioni di euro nella finanziaria 2007 -, insieme alla sistemazione della Galleria nazionale d'arte antica di Palazzo Barberini e alla riapertura della Domus Aurea. Museums è articolata in tre sezioni tematiche: «Musei nel XXI secolo: idee, progetti, edifici»; «Next generation - II futuro dei musei»; «Hyperlocal - n Man di Nuora». La prima, che occupa la gran parte degli spazi di via Guido Reni, ripropone una versione aggiornata dell'esposizione itinerante curata da Suzanne Greub e Thierry Greub dell'Ari Centre Basel, inaugurata presso il K20 di Dusseldorf lo scorso aprile. Ventisette progetti di musei realizzati o in via di completamento entro il 2010, sfilano nelle sale, presentati attraverso una ricca documentazione che comprende modelli - alcuni straordinari - tavole originali, fotografie e materiali multimediali. Una preziosa occasione per confrontare le diverse realtà museali attuali, declinate con linguaggi a volte più tradizionali a volte più innovativi. Il risultato ha l'obiettivo di stimolare una discussione sui diversi programmi messi in atto dalle amministrazioni di tutto il mondo per offrire ai visitatori non un semplice museo ma un grande centro culturale, luogo d'incontro e piazza urbana. In dialogo con la prima sezione, la piccola ma efficace «Next Generation» - a cura del MAXXI architettura e Pippo Ciorra, con il contributo di ricerca di Francesca Dolce, Maria Elena Motisi e Emilia Orlando - si propone di analizzare come alcune delle nuove istituzioni museali si rimodellino in funzione delle nuove relazioni che si stabiliscono tra l'arte contemporanea, lo spazio urbano e quello concettuale del mercato e dei media. E Ciorra in catalogo - curato con Donata Tchou per Electa -, sottolinea come sia palesemente «l'arte contemporanea quella che tende oggi a mettere più in crisi il ruolo storico del museo, sia perché l'idea stessa di opera (da esporre) si modifica ormai quotidianamente sia perché sempre più spesso l'arte tende a scavalcare la mediazione dell'architettura per negoziare direttamente il suo spazio nella società e nella città.» «Hyperlocal: il Man di Nuora», infine, ospita nella sala multimediale l'inusuale esperienza del museo d'arte della città sarda con materiali video e fotografici. Una scelta, come scrive la curatrice, Anna Mat-tìrolo, direttore del MAXXI arte - «dettata dalla volontà di dare visibilità a una istituzione che, in questo panorama complesso, ha saputo porsi in modo innovativo senza perdere di vista i ruoli tradizionali del museo e il radicamento al territorio nel quale nasce.»