Approvato il finanziamento per il progetto «Santi Fumali» Valutazione positiva per l'istanza di finanziamento inerente il progetto del museo archeologico denominato «Santi Furnari». La proposta dell'intervento, previsto nel «P.I.R. Rete ecologica siciliana - Sistemi integrati ad alta naturalità dei Sicani, degli Iblei, dei Peloritani e delle Isole minori» nell'ambito del POR 20002006, tramite il Dipartimento regionale dei lavori pubblici, è stata ammessa ad avvalersi della somma 300 mila euro, con un cofinanziamento di 40 mila euro a carico del bilancio comunale. Il sindaco di Tripi (Messina) Carmelo Giuseppe Sottile, a seguito della notizia riguardo l'ammissione a finanziamento del museo, non nasconde il proprio entusiasmo e ribadisce l'idea fortemente voluta dall'Amministrazione comunale di realizzare a Tripi qualcosa di speciale mirata a richiamare l'attenzione del pubblico e rilanciare lo sviluppo socio economico del territorio attraverso l'incremento del turismo che ritiene sia la vera scommessa vincente per la comunità tripense. L'amministrazione Sottile, dopo aver formalizzato l'atto di donazione con la famiglia Furnari, ha avviato l'iter tecnico-amministrativo, inserendo l'intervento nell'elenco dei lavori del programma triennale delle opere pubbliche e affidando l'incarico all'architetto Antonio Galeano con la precisa idea di realizzare un museo archeologico che potesse contenere i reperti ritrovati nel territorio del proprio comune, nonché un centro studi archeologici relativi alla diffusione delle notizie sulle campagne scavi e un archivio. L'immobile è stato donato al comune di Tripi dalla moglie e i figli dell'ex sindaco Santi Furnari con il precipuo intento di essere destinato a sede di museo archeologico. L'avvocato Furnari, nipote dell'onorevole Santi Furnari deputato del Regno eletto nel 1901, ricoprì la carica di primo cittadino nel comune tripense dal 1948 al 1966. La peculiarità storica dell'edificio, ubicato nella centrale via Francesco Todaro e antistante la struttura della sede municipale, riveste importanza per essere stata dimora della famiglia Furnari e, nello stesso tempo, per essere considerato un apprezzabile esempio di architettura di fine Ottocento. La stesura del progetto esecutivo è tutt'ora in corso. Il progetto del museo sarà integrato alla preesistenza stilistica e riguarderà un restauro conservativo; l'opera di restauro prospettica verrà considerata come intervento campione per il ripristino di edifici del centro storico. La caratteristica basilare del museo «Santi Furnari» sarà rappresentata dalla narrazione della storia. riconosciuta agli oggetti descritti, attraverso il compimento di un percorso multimediale. Un sistema computerizzato audiovisivo permetterà di «mettere doppiamente in luce», illuminando e illustrando, le proprietà degli oggetti esposti nelle vetrine. A tal proposito l'architetto Galeano espone lo spirito del progetto: «Il museo archeologico di Tripi è un museo con ausilio interattivo. Oggi i musei tendono sempre più a essere «percorsi narrativi» e non semplici luoghi espositivi fini a se stessi. La cultura contemporanea è eminentemente bidimensionale, dominata com'è dalla stampa e dal video; la conoscenza avviene quindi soprattutto attraverso la lettura dei giornali eo dei libri o a mezzo di internet e meno in «presa diretta». Raccontare una storia per oggetti può rappresentare un ritorno all'apprendimento del vero, in tal senso gli oggetti esposti saranno «raccontati» attraverso una regia illuminotecnica integrata al mezzo audiovisivo. È un tentativo di modulo espositivq interattivo in grado di coinvolgere il visitatore e non «abbandonarlo davanti una vetrina». Un archivio, comprovante le campagne scavi e gli studi finora eseguiti, esporrà le odierne conoscenze sull'antica Abakainon. Dalle ricerche effettuate dal prof. Antonio Sa-linas alle campagne scavi compiute da Francois Villard nel 1952, da Madeleine Cavalier nel 1961 e dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Messina a decorrere dal 1994. Questi ultimi scavi più recenti, avvenuti in contrada Cardusa, hanno portato alla luce una parte dell'antica necropoli abacenina. I corredi funerari recuperati nelle tombe testimoniano la fiorente civiltà ellenica. I reperti rinvenuti comprendono oggetti appartenuti al defunto e oggetti riservati alla sepoltura, fino ad oggi custoditi in un aula del plesso scolastico di Tripi. Molti altri, trovati nelle precedenti campagne scavi, si possono ammirare nei più famosi musei. Eseguendo un excursus sui principali fatti storici che hanno interessato l'antica Abakainon, secondo alcune fonti si presume che le prime comunità stanziali andassero a popolare l'attuale territorio tripense seguendo dei percorsi intervallivi nella zona peloritana. Ovvero inoltrandosi dal versante ionico (fiume Alcantara), attraverso il valico di portella Mandrazzi (in prossimità di Nova-ra), si dirigevano a valle verso la costa tirrenica, procedendo lungo il torrente Novara-Mazzarrà-Vigliatore. Il consolidamento di queste comunità avvenne in epoca sicula e fu determinato dall'intensificarsi degli scambi commerciali insieme alla redditività delle colture agricole. Nell'ottavo secolo a.C, in seguito alla fondazione della colonia greca di Na-xos, il processo di graduale ellenizzazione interessò anche Abakainon e col tempo conferì al territorio quella stabilità che doveva condurla ad acquistare prestigio sociale, economico e politico.
Tripi, nasce il museo archeologico
Il comune di Tripi (Messina) ha ottenuto il finanziamento per il progetto Santi Furnari, un museo archeologico che sarà realizzato nell'edificio storico della famiglia Furnari. Il progetto, previsto nel P.I.R. Rete ecologica siciliana, prevede un restauro conservativo e un percorso multimediale che narra la storia degli oggetti esposti. Il museo sarà un luogo interattivo che coinvolgerà il visitatore e presenterà le conoscenze sull'antica Abakainon. I reperti archeologici ritrovati nelle campagne scavi del 1952, 1961 e 1994 saranno esposti, tra cui oggetti appartenenti al defunto e oggetti riservati alla sepoltura.
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