Il governo non darà corso alla realizzazione dell'opera sullo Stretto Lo na detto il vicepremier. Cuffaro: nel 2001 la pensava diversamente ROMA. «Nell'arco di questa legislatura noti daremo corso alla realizzazione del Ponte sullo Stretto», Lo ha detto il vice-premier Francesco Rutelli nel corso di un question time alla Camera, all'indomani della manifestazione organizatta davanti a Palazzo Chigi dal Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo e sostenuta dal centrodestra, che ha portato dalla Sicilia a Roma oltre 4 mila persone per sollecitare la realizzazione del Ponte. Ma Rutelli ha detto in modo netto che l'orientamento del governo è ben diverso, «il ponte non rappresenta una priorità, in modo ancora più clamoroso a frontedel bilancio delle risorsecheere-ditiamo dalla passata legislatura. Ci ritroviamo con una mole di promesse fatte agli amministratori, ma con una gigantesca voragine». H che fare della Società Stretto di Messina? Rispondendo ad una interrogazione sugli orientamenti del Governo in merito a a una sua eventuale riconversione, Rutelli ha detto che «la società Stretto di Messina, preso atto dell'orientamento del Governo a non considerare prioritaria la realizzazione del Ponte, sta perseguendo con l'Ati, contraente generale con capogruppo Impregilo, le intese per ridefinire leprestazioni oggetto dell'affidamento senza onere per lo Stato». Sempre ieri il segretario generale della Cgil siciliana Italo Tripi ha chiesto al governo di «sciogliere la società Stretto dì Messina e destinare lesue ingenti risorse, 2 miliardi e 700 milioni di euro, a opere infra-strutturali urgenti della Sicilia e della Calabria». Per la Cgil siciliana «è questo l'unico modo concreto per uscire da un dibattito sul Ponte sullo Stretto ormai esclusivamente ideologico e che come è evidente non approda a nulla». Il chiarimento di Rutelli sul destino del Ponte non è andato giù al presidente dellaRegioneTotòCuffaro.'cheha ricordato le parole pronunciate da Francesco RutpUi nel 2001, a proposito del ponte sullo Stretto. Eccole: «C'è una data d'auspicio per l'inaugurazione del Ponte sullo stretto di Messina: il 2 giugno del 2012, una data simbolica per la festa della Repubblica». Parole pronunciate il 26 aprile del2001 dall'allora candidato presidente del Consiglio Francesco Rutelli, che, sottolinea Cuffaro, «dava l'annuncio agli elettori di Messina della realizzazione del Pon te, definendolo "conclusione logica del processo di sviluppo anche ambientale del mezzogiorno, della Sicilia e della Calabria"». Oggi lo stesso Rutelli. insiste Cuffaro, «dimenticando quanto affermato nel corso degli anni, annuncia nel question time alla Camera, il no del governo alla realizzazione dell'opera aggiungendo che il ponte non rappresenta una priorità per questa legislatura». La prova, per il Governatore, «che il governo nazionale non abbia le idee chiare, e proprio per fare chiarezza tra utilità e priorità vorremmo comprendere perché non rappresenta una priorità il ponte rispetto, ad esempio, al collegamento veloce TAV Roma-Napoli, opera importantee necessaria al territorio, inaugurata poco tempo fa». Per Enzo Oliva, deputato del Movimento per l'Autonomia e vicepresidente del Gruppo Misto alla Camera, duello espresso Ha Rutelli sul ponte è «l'ennesimo no del governo al Meridione e alla Sicilia».
Rutelli dopo la marcia dei 4 mila Il Ponte non è una priorità
Riassunto in massimo 200 parole:
Il vicepremier Francesco Rutelli ha affermato che il governo non darà corso alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Ha detto che il ponte non rappresenta una priorità per questa legislatura. Rutelli ha anche affermato che la società Stretto di Messina sta perseguendo con l'Ati le intese per ridefinire le prestazioni oggetto dell'affidamento senza onere per lo Stato. Il segretario generale della Cgil siciliana Italo Tripi ha chiesto al governo di sciogliere la società Stretto di Messina e destinare le sue ingenti risorse a opere infra-strutturali urgenti della Sicilia e della Calabria.
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