«La "Stretto di Messina" tratta con Impregilo per fare altre opere pubbliche» IL GOVERNO CONTRARIO «In questa legislatura non daremo corso alla realizzazione». Ma nel 2001 non disse a Messina: «Nel 2012 inaugureremo il Ponte»? Il vicepresidente del Consiglio ha detto che il governo ha scelto «altre priorità», ma nel giugno 2001 dichiarò a Messina Nel 2001 inaugureremo il Ponte». Rufelli in diretta tv al «question time» ha messo una pietra tombale sul Ponte. Ma nel giugno del 2001 a Messina non disse che «nel 2012 inaugureremo il Ponte»? Peccato che qualcuno del centrodestra non gliel'abbia ricordato. Il vicepresidente del Consiglio, nel rispondere a una interrogazione dell'on. Licandro (Pdci), dopo avere dichiarato che non c'è alcuna pregiudiziale contro l'opera (il che non è vero) e che quindi occorre affrontare «laicamente» il problema, ha aggiunto: «Nel corso di questa legislatura non daremo corso alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Questa è la linea comune del governo: il Ponte non rappresenta una priorità, in modo ancora più clamoroso a fronte del bilancio delle risorse che ereditiamo dalla passata legislatura. Ci troviamo con una dote di promesse fatte agli amministratori, ma con una gigantesca voragine». «La società "Stretto di Messina" - ha proseguito - sta perseguendo con la società Impregilo, capogruppo della cordata vincitrice dell'appalto, intese volte a ridefinire le prestazioni oggetto dell'affidamento senza onere per lo Stato. La "Stretto di Messina" ha preso atto dell'orientamento del governo a non considerare prioritaria l'opera. 11 presidente Ciucci, attuale presidente Arias, sta lavorando a quest'aspetto per sfruttare al meglio le sinergie, sfruttando le strutture della Spa per metterle al servizio di opere pubbliche veramente prioritarie». Bisogna dare atto a Entelli della chiarezza nell'inquadrare le intenzioni del governo. Ma ha dimenticato una cosa, e cioè che la società «Stretto di Messina» è stata istituita con legge del 71 alla scopo di realizzare l'attraversamento stabile dello Stretto, e il governo non può modificare quella legge se non con un'altra, che però ha pochissime possibilità di passare al Senato, poiché molti esponenti del centrosinistra sono favorevoli alla realizzazione dell'opera. A nostro parere, il governo non può legittimamente cambiare le finalità della legge che istituì quella Spa, non ci sono né i presupposti giuridici, né quelli politici. La sola cosa che potrebbe fare, ma sarebbe una prevaricazione intollerabile, è di distrarre la «dote» di 2,5 miliardi per altre opere non ben definite e lasciare virtualmente in piedi la «Stretto di Messina» che resterebbe senza la sua base finanziaria e quindi in condizione di non più operare. In fondo Entelli ha ripetuto quel che già sapevamo tutti: e cioè che il governo non vuole e non può realizzare il Ponte, questo perché altrimenti cadrebbe sotto i colpi di Verdi, Rifondazione e Partito dei comunisti italiani. E' un No categorico. Al vicepresidente Rutelli porremmo una semplice domanda: perché il governo vuoi fare la Tav Torino-Lione, che costa tre volte più del Ponte, nonostante che in Val di Susa non la vogliano, mentre non fa il Ponte che i siciliani [...].
Rutelli ribadisce il No al Ponte
Il governo ha dichiarato di non dare corso alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, affermazione che il vicepresidente del Consiglio, Rutelli, ha confermato in un'interrogazione parlamentare. La società "Stretto di Messina" sta lavorando con Impregilo per ridefinire le prestazioni dell'affidamento senza onere per lo Stato. Il governo ha scelto altre priorità, ma la legge che istituì la società "Stretto di Messina" non può essere modificata senza un'altra legge. Il governo potrebbe distrarre la dote di 2,5 miliardi destinata all'opera e lasciare la Stretto di Messina senza finanziamenti.
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